13 maggio 2021

Politica

Zona rossa e arancione, Zaia: "Ho chiesto tagliando parametri"

"Ho chiesto che il Cts venga rivisto e rafforzato e che possa avere un portavoce unico"

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Luca Zaia

VENETO - Zone rosse, arancioni, gialle. Il nuovo decreto Covid approvato stamattina dal Consiglio dei ministri dispone la prosecuzione, fino al 27 marzo 2021, del divieto di spostarsi tra le Regioni e prevede una stretta nelle zone rosse. Qui infatti non sono consentiti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria, salvo che siano dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute.

Si lavora intanto al prossimo Dpcm. "Nell'incontro di ieri sera tra regioni e il governo, presenti il ministro Speranza e all'esordio il ministro Gelmini, abbiamo parlato di quello che dovrà essere il nuovo Dpcm del prossimo 5 marzo - ha sottolineato il presidente della Regione Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa dalla sede della Protezione civile di Marghera - Come Veneto ho chiesto che ci sia un tagliando rispetto all'approccio e ai parametri dopo quest'anno di esperienza. Ed ho chiesto che il Cts venga rivisto e rafforzato e che possa avere un portavoce unico così da evitare le dichiarazioni e le contro dichiarazioni".

"Credo poi sia doveroso rivedere i parametri - ha spiegato - perché ad esempio l'indice Rt è vecchio di due-tre settimane dal momento in cui i colori vengono calati sulle regioni, il vero tema invece sono i tassi di occupazione delle terapie intensive e delle aree critiche dei reparti ospedalieri". Quanto ai "ristori ne abbiamo parlato tutti ieri nella riunione tra presidenti di regione e governo perché ci sono aziende che stanno soffrendo pesantemente e per molti i ristori si sono risolti in quattro lire..." ha detto Zaia.

VACCINI
Poi i vaccini. "Siamo tutti d'accordo che i vaccini sono la via d'uscita per l'epidemia di Covid. E spero quindi che il presidente Draghi dal suo standing e dall'autorevolezza riconosciuta a livello internazionale possa darci una mano per rimpinguare le scorte di vaccini - è l'auspicio del presidente del Veneto - Se avessimo vaccini a sufficienza con i medici di base e tutta la squadra veneta rodata potremmo arrivare a 45-50mila vaccini al giorno". Il governatore del Veneto ha rivelato che "ieri sera la riunione tra regioni e il governo si è tenuta in un'atmosfera positiva per quanto riguarda gli arrivi futuri di vaccini: passata questa fase di difficoltà credo che arriveranno presto, speriamo il prima possibile".

"A me non risulta che ci sia stata una lettera ufficiale del ministero della Salute per dare lo stop all'acquisto e alla trattativa sui vaccini" ha poi detto il presidente del Veneto, sottolineando che "ora le carte le hanno in mano le autorità e verificheranno e quindi la vicenda mi sembra superata perché noi abbiamo consegnato tutti i documenti ai Nas e ora la partita è gestita a livello nazionale".

Il governatore del Veneto ha però tenuto a ribadire con forza: "Il direttore della Sanità del regione Veneto Luciano Flor non ha firmato alcun contratto e non c'è stata alcuna trattativa concreta. Dopo che il commissario Arcuri ci ha detto di richiedere il numero dei lotti dei vaccini per la tracciabilità, è stata fatta questa richiesta agli intermediari. Per adesso ancora non abbiamo questi numeri e quindi si può dire che la vicenda sia in stallo".

 



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