22 giugno 2021

Treviso

"Zona arancione? Noi non chiudiamo più i nostri locali"

La protesta di Veneto Imprese Unite: "Non possiamo più accettare una soluzione basata solo sull'Rt"

| Isabella Loschi |

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locali aperti Covid

TREVISO - “Se il Veneto dovesse tornare in zona arancione noi non chiuderemo più”. E’ questa la ferma posizione di Veneto Imprese Unite dopo il rischio per il Veneto di un possibile ritorno in arancione il prossimo venerdì visto l’ultimo Rt vicino al valore 1 ( valore che potrebbe far scattare il passaggio in arancione).

Imprenditori e ristoratori trevigiani non sono più disposti ad abbassare le serrande dei loro locali. “Dovranno gestire le nostre non chiusure di protesta se si passasse in arancione”, ribadisce Andrea Penzo Aiello, presidente di Veneto Imprese Unite. “Bisogna sottolineare che l'Rt del Veneto è passato da 0,71 a 0,95 senza meeting, senza eventi, senza turismo, senza palestre, senza stadi pieni, senza bar e ristoranti aperti, ma con piani di trasporto pubblico inesistenti, controlli nelle strade nulli, con un piano vaccinale che ha fatto buchi da tutte le parti per 4 mesi. Se le cose peggiorano continuiamo a stare chiusi solo noi. A pagare solo noi”.

In attesa dei dati di venerdì, su cui il presidente Zaia si dice ottimista, Imprese Unite, si augura anche che il governo accetti il nuovo protocollo delle regioni che prevede l’apertura di tutte le attività anche in arancione per poter riprendere a lavorare per tutta l’estate.

"Non possiamo più accettare una soluzione a colori per quest'estate, una soluzione basata sull'Rt, una soluzione che metterebbe in condizione tutte le agenzie turistiche di vendere i viaggi con l'angoscia del cambio colore, dell'impossibilità di uscire dal comune e di dover riborsare o annullare viaggi, o gli alberghi di chiudere una settimana si e una no". 

 


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