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05 dicembre 2021

Mogliano

Zenson di Piave, i primi 150 anni della Crich

La notissima azienda dolciaria nacque nel 1870: in questo periodo ricorre l'importante traguardo

| Angelo Giordano |

| Angelo Giordano |

festeggiamenti alla Crich

ZENSON DI PIAVE - La Crich di Zenson di Piave, notissima azienda dolciaria, festeggia un secolo e mezzo di attività.

Era il 23 agosto del 2011 quando Nicola Tognana, allora presidente della Camera di Commercio di Treviso, dichiarava che la Crich era stata inserita nel Registro nazionale delle imprese storiche, istituito da Unioncamere per premiare quelle imprese che hanno saputo evolversi ed ammodernarsi con il trascorrere del tempo. In tutto il Veneto le aziende che possono vantare una storia così lunga sono sei, se non vengono contate le realtà vitivinicole.

Questo lunghissimo percorso iniziò nel lontano 1870: in Italia c’era il Re, per poco anche il Papa-re e la capitale era Firenze. Quell’anno il progenitore della famiglia Cristofoletto decise di aprire, nella piazza del paese, un piccolo forno che produceva pane e biscotti. Una scelta vincente, visto che ancora nel 1890 le cose per l'azienda di famiglia andava a gonfie vele. E mutò nome, da “Cristofoletto” al suo diminutivo, semplicemente “Crich”.

Nel 1903, in piena Belle époque, alla fiera di Castelfranco Veneto, Valentino Cristofoletto, figlio del fondatore, venne pubblicamente premiato per la bontà dei prodotti. POi ci fu la Grande Guerra, proprio da queste parti. Ma il laboratorio resse. Mentre in pieno Ventennio, nel 1931, il cambio di marcia. Fu il nipote del fondatore, Giuseppe a trasformare il biscottificio in prima, piccola industria. Nonostante il tifone del secondo conflitto mondiale, la Crich resse anche stavolta e riuscì a porre le basi per essere protagonista nel boom industriale. Anche prima, visto che nel 1950, oltre cento dipendenti.Luciano Furlanetto, storico dirigente dell'azienda, «Fu ad inizio degli anni ‘50 che la Crich cominciò ad essere uno dei fornitori ufficiali delle Forze Armate italiane per le quali produceva, oltre ai biscotti, anche le gallette e le celebri "razioni Kappa”», ossia il pasto militare quotidiano inventando dall’esercito statunitense nella seconda guerra mondiale e sviluppato proprio dall’azienda di Zenson. «Si trattava di prodotti di qualità, tanto che anche l'esercito tedesco decise di appoggiarsi alla nostra realtà produttiva».

Si arriva agli anni Sessanta: la Crich fu guidata in quel periodo dai fratelli Giovanni ed Antonio Cristofoletto. Fu durante questo periodo che sorse un moderno impianto di produzione. Al termine di un periodo travagliato negli ultimi anni del ‘900, la Crich viene rilevata dalla famiglia vicentina Rossetto, con un esperienza industriale notevole nel campo settore della macinazione dei cereali.

È il padre Franco, in collaborazione con i figli Bruno, Stefano ed Elena, a svoltare e a rendere gli impianti tra i più moderni del settore. «Nel 2008 - spiega Franco Rossetto - abbiamo acquisito in Friuli il controllo della "Delser", altra storica azienda dolciaria che, affiancata alla Crich, costituisce oggi, nel settore, il secondo gruppo italiano per capacità produttiva. Recentemente si è aggiunto anche il "Biscottificio Piovesana" di Conegliano operativo dal 1928».

Il gruppo opera ormai nei maggiori mercati esteri. «Produciamo», dice l'ad Bruno Rossetto, «anche tantissimi tipi di cracker, prodotti biologici e senza glutine; inoltre siamo autorizzati dal ministero della sanità a mettere in commercio biscotti dietetici oltre che per la prima infanzia. Attualmente la sola Crich ha un fatturato annuo di circa 65 milioni di euro, opera in decine di Paesi e dà lavoro nello stabilimento di Zenson a 230 persone. Il fatturato complessivo del gruppo si aggira, invece, sui 220 milioni e 500 sono i dipendenti».

Nel 2016 nel cuore del centro storico di Treviso è stato aperto, su iniziativa di Agnese (moglie di Bruno Rossetto), il "Crich corner brand store" ed il "Secret garden": «Un ambiente», aggiunge la stessa imprenditrice, «raffinato ed unico in cui si possono trovare i prodotti sfornati a Zenson, Udine e Conegliano».

A breve, un altro plesso industriale nascerà a Noventa di Piave: «Sarà dedicato», sottolinea Bruno Rossetto, «ai soli prodotti senza glutine».

«Se non ci fosse stata l'attuale pandemia», conclude l'amministratore delegato, «la Crich avrebbe, in queste settimane, celebrato l'anniversario del secolo e mezzo di vita con un grande evento a cui sarebbero dovute intervenire autorità ed anche i principali collaboratori nazionali ed internazionali. Ma l'appuntamento è stato, ovviamente, sospeso».
 

 


| modificato il:

Angelo Giordano

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