03 dicembre 2020

Treviso

Zanoni: “Nuovo centro rifiuti a Paese, la norma del Comune era un bluff"

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Zanoni: “Nuovo centro rifiuti a Paese, la norma del Comune era un bluff

PAESE - “Tutto secondo copione, l’impianto di trattamento di rifiuti speciali della Futura si farà, perché la variante dell’amministrazione di Paese al piano degli interventi era un bluff, in quanto il Comune non ha il potere di bloccare un’attività prevista dalla legge. Sapevano benissimo che sarebbe stata impugnata dal privato. E così è stato”. A dirlo è Andrea Zanoni, consigliere del Pd e vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini, commentando l’autorizzazione della Provincia al nuovo centro nei pressi via Deledda, dove saranno trattate 60mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi.

 

“Adesso il Comune ha l’occasione di essere coerente. Visto che sulla carta era contrario all’impianto di Futura, lo dimostri con i fatti: chiedo al sindaco di impugnare al Tar l’autorizzazione provinciale all’impianto di rifiuti con tanto di nuovo capannone, di motivi per fare ricorso ce ne sono in abbondanza. Paese continua a essere la pattumiera del Veneto e oggetto di cementificazione indiscriminata. Anche qua la Lega, proprio come a Venezia - sottolinea Zanoni - davanti alle telecamere si erge a paladina dell’ambiente, poi nel chiuso dei palazzi fa norme che vanno nella direzione opposta, prendendo in giro i cittadini”.

 

“In Veneto - prosegue il consigliere democratico - ci sono 11mila capannoni abbandonati, a Paese se ne contano decine: è davvero indispensabile realizzarne un altro di 4500 metri quadri, consumando ancora suolo nella Regione più cementificata d'Italia? Oltretutto siamo in una zona satura, vista la presenza della discarica di rifiuti di amianto, la Ex Sev di via Vecelli, Cava Campagnole, l’impianto di asfalti e altro ancora. In via Deledda verrebbero trattate 240 tonnellate di rifiuti al giorno, 60mila l’anno in una zona che comprende quattro produzioni Igp e una Dop e a circa 300 metri da un pozzo di approvvigionamento idrico all’interno dello stabilimento dell’Acqua San Benedetto, vicino ad abitati anche senza rete acquedottistica, dove quindi il prelievo idrico dei residenti avviene mediante pozzi; con un elevato rischio di inquinamento delle falde in caso di incidente. A questo bisogna aggiungere l’aumento dello smog dovuto all’incremento del passaggio di mezzi pesanti, in una delle zone con l’aria più inquinata d’Italia e d’Europa, solo per le Pm10 si calcola un aumento di 0,02 kg/Km al giorno con un incremento di +3,92%. Come si vede - conclude - le argomentazioni per bocciare questo centro di trattamento rifiuti non mancano. La volontà politica, considerato che questo progetto non è neanche stato sottoposto a Via (Valutazione d’impatto ambientale), forse sì”.

 

“Dopo la tanto sbandierata delibera che doveva assicurare ai cittadini di Paese che impianti come quello di Futura non potessero insediarsi, a tutela della salute dei residenti e di un territorio fin troppo martoriato da cave e discariche, ci aspettiamo che il Comune impugni la sentenza al Tar e si faccia valere con tutti i mezzi a disposizione - sottolinea anche Anna Foffani capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale e segretaria del Circolo PD di Paese - I cittadini meritano fatti concreti, se la delibera doveva tutelarci, perché la Provincia ha dato il via al nuovo impianto? L’ex sindaco Pietrobon in Consiglio aveva assicurato la validità della delibera e questo è il risultato? Ci aspettiamo risposte”.

 



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