07 agosto 2020

Nord-Est

Zaia: “I veneti hanno bisogno di tranquillità e la si dà loro dando l'autonomia, punto"

Ma inseguire l'autonomia non significa, per la Lega, una corsa in solitaria alle regionali

| Roberto Silvestrin |

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LUCA ZAIA

L’autonomia è il cavallo di battaglia di Zaia, si sa, ma gli alleati sono preziosi e non vanno fatti scappare. Il Governatore lo ha ribadito e ha buttato un po’ di acqua sul fuoco della polemica divampata nel centrodestra.

 

"Porre la questione dell'autonomia agli alleati del centrodestra non significa assolutamente porre le basi per correre da soli come Lega. Anche perché sarebbe difficile portare avanti un progetto di centrodestra senza una fetta così importante". Il destinatario delle dichiarazioni? Soprattutto Fratelli d’Italia. Nei giorni scorsi Zaia ha annunciato che chiederà “un impegno pubblico scritto. Candidarsi in Veneto significa impegnarsi per l'autonomia senza se e senza ma". Da qui la reazione piccata di Giorgia Meloni.

 

Oggi Zaia ha tentato di riportare la questione su binari più “utili” per le alleanze alle prossime regionali: autonomia sì, correre da soli no. “Vedo che c'è un grande dibattito e mi sarei aspettato un colpo di teatro – ha detto Zaia -. Ovvero sentir chiedere: dov'è il contratto? Firmiamolo. Non mi sembra che l'autonomia sia un problema.

 

Fratelli d'Italia, come ho detto nell'intervista, in Veneto ha votato l'autonomia, per cui non ci sono stati mai problemi al riguardo. Conosco Giorgia Meloni, insieme a cui ho fatto il ministro, e la considero una persona intelligente. Mi spiace che stia dando una lettura distorta a questo dibattito". Secondo Zaia è “ragionevole e legittimo” che il Governatore del Veneto ponga la questione dell'autonomia: “è un dovere per i veneti che hanno votato al referendum”.

 

Ma è dall’ottobre 2017 che nulla si muove, su questo fronte. Nemmeno con la breve parentesi del governo gialloverde il Veneto è riuscito a portare a casa l’autonomia, che sembra rimanere comunque un chiodo fisso, almeno quando si tratta di andare alle urne.

 

E proprio su questo delicato punto Zaia si è difeso: “Si dice anche che non abbiamo portato a casa l'autonomia quando eravamo al governo con i grillini, ma non mi sembra di essere stato dolce, con loro. Se poi è lesa maestà parlare della questione dell'autonomia, allargo le braccia". Sul piatto c’è anche un possibile “scambio” - tra Lega e e Fdi – autonomia-presidenzialismo.

 

Se ieri Zaia si era defilato, passando la palla al leader Matteo Salvini, oggi è invece tornato sulla questione, dichiarandosi – in linea di massima – non contrario al presidenzialismo. Sarebbe stato un autogol abbastanza clamoroso, come filtra in parte dalle stesse parole del Governatore: "Ho sempre preso i voti personalmente, e non sono quindi contro il presidenzialismo”. Ma è una questione che a Zaia sembra interessare marginalmente: "E' legittimo che Fratelli d'Italia e Forza Italia pongano al tavolo nazionale la questione del presidenzialismo. Ognuno, nel dibattito, dice quello che pensa. Ma con me si parla di autonomia. Invito quindi tutti a fare un passo a lato e guardare in faccia la realtà. I veneti hanno bisogno di tranquillità e la si dà loro dando l'autonomia, punto".

 



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Roberto Silvestrin

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