24 luglio 2021

Esteri

Webuild firma megacontratto 16 mld dollari per primo treno proiettile americano

Linea Houston-Dallas in 90 minuti. Salini: "Contratto corona 4 anni di attività sul progetto, sogno che viene da lontano"

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Webuild firma megacontratto 16 mld dollari per primo treno proiettile americano

MONDO - Webuild e la sua controllata statunitense Lane Construction hanno firmato un accordo con la società Texas Central per realizzare la prima ferrovia ad alta velocità in America, che permetterà a un “treno proiettile” sul modello giapponese Shinkansen di collegare Dallas e Houston viaggiando a 320 km/h e coprendo in appena 90 minuti la distanza tra le due metropoli texane. Lo ha annunciato una nota della società italiana. Il mega-contratto, che vale 16 miliardi di dollari, uno dei maggiori nella storia delle infrastrutture americane, prevede la progettazione e la costruzione da parte di Webuild di tutti gli impianti civili della linea ferroviaria, con viadotti per circa la metà del tracciato, banchine, edifici e servizi per la manutenzione, per il deposito dei treni e per lo stoccaggio dei materiali.

 

Comprese le tre stazioni passeggeri previste dal progetto: oltre a Houston e Dallas, quella di Brazos Valley, unica fermata intermedia prevista per soddisfare soprattutto il traffico verso la A&M University, il maggior ateneo texano. Il contratto porta al 35% la percentuale del portafoglio ordini costruzioni negli Stati Uniti, che si confermano come mercato principale per il Gruppo, e – rimarca la nota - rappresenta un’occasione unica anche per tutte le imprese italiane che lavorano con Webuild, inclusa Italferr (Gruppo Ferrovie dello Stato) che farà la supervisione alla progettazione. La scelta dell’ingegneria italiana per costruire il primo treno superveloce americano è stata fatta dopo una lunga selezione da Texas Central, società guidata da investitori privati, grazie all’esperienza di Webuild, che vanta la realizzazione di oltre 13mila km di ferrovie e linee metropolitane. Il via libera al “bullet train” texano rappresenta un passaggio chiave per gli Stati Uniti che, pur avendo la rete ferroviaria più vasta al mondo con oltre 260mila km, non dispongono di sistemi avanzati di trasporto su rotaia in grado di viaggiare a più dei 250 km/h definiti come alta velocità. Una scelta fatta dal Giappone nel lontano 1964 con l’introduzione dello Shinkansen tra Tokyo e Osaka, ripresa nel ventennio successivo da Francia, Italia, Germania, Spagna e, solo una decina di anni fa, introdotta anche in Cina dove è letteralmente scoppiata la febbre per il treno superveloce. Oggi la Cina ha la rete ad alta velocità più estesa del mondo, con quasi 28.000 chilometri contro i 2.740 del Giappone e ha in programma di raddoppiarla entro i prossimi dieci anni. I

 

l semaforo verde alla linea Dallas-Houston, con la competenza italiana nel settore, arriva all’indomani delle riunioni del G7 e del richiamo del presidente americano Joe Biden a una stretta cooperazione fra gli alleati nell’ambito dell’iniziativa Build Back Better World per l’impulso ai progetti infrastrutturali che riducano l’impatto ambientale e per le azioni di contrasto al predominio cinese. Una volontà di rivalsa sottolineata di recente anche dal segretario ai Trasporti Pete Buttigieg: “Quando si tratta di ferrovia, perché il Texas dovrebbe essere inferiore alla Cina?”, ha detto riferendosi alla necessità non più procrastinabile per gli Stati Uniti di avere un servizio ferroviario passeggeri di alto livello e sviluppare la mobilità sostenibile. La costruzione della nuova ferrovia inizierà una volta raggiunto il financial closure, che è in corso con il supporto degli istituti giapponesi Jbic (Japan Bank for International Cooperation) e Join (Japan Overseas Infrastructure Investment Corporation for Transport & Urban Development), quali principali finanziatori. Il progetto genererà 36 miliardi di dollari di benefici economici nell’arco dei prossimi 25 anni e permetterà la creazione di 17mila posti di lavoro diretti nell’arco dei primi 6 anni e oltre 20mila indiretti. Secondo le previsioni, saranno utilizzati materiali per un valore stimato di 7,3 miliardi di dollari da fornitori statunitensi di 37 stati, insieme a contratti per la filiera italiana specializzata nel settore. Una volta che i treni entreranno in servizio, saranno creati oltre 1.500 posti di lavoro diretti. Il treno, inoltre, rappresenterà un beneficio per almeno 100.000 persone, super pendolari, che si spostano tra Dallas e Houston in andata e ritorno ogni settimana, grazie al percorso compiuto in un tempo inferiore di un’ora rispetto all’aereo, tra le operazioni aeroportuali e la durata del volo, e di almeno un’ora e mezza al viaggio in auto sulla I-45, una delle autostrade americane più trafficate e la seconda più pericolosa degli Stati Uniti per l'elevata frequenza di incidenti mortali. Anche l’ambiente ne trarrà vantaggio con una riduzione di 700mila tonnellate annue di CO2. Si stima che 6 milioni di texani entro il 2029 e oltre 13 milioni entro il 2050 utilizzeranno questo nuovo mezzo di trasporto disegnato e costruito dal genio italiano.

 

SALINI - “Sono onorato di guidare un gruppo di uomini e donne che hanno portato il Gruppo a raggiungere un risultato così importante per noi e per tutta la filiera produttiva di settore mettendo la nostra esperienza al servizio di questo progetto così innovativo e sfidante negli Stati Uniti". E' palpabile la soddisfazione di Pietro Salini, ceo di Webuild, che con queste parole commenta la firma del mega contratto in Usa. "La firma del contratto con Texas Central rappresenta il coronamento di 4 anni d’attività sul progetto, insieme alla nostra società americana Lane, con cui abbiamo sviluppato tutto il design a fianco del cliente. Ma più in generale - conclude Salini - rappresenta per il nostro Gruppo il raggiungimento di un sogno che viene da lontano, con la creazione nel 2014 di un campione nazionale che univa le competenze di Salini con quelle di Impregilo, a cui si sono aggiunte quelle di Lane negli Stati Uniti nel 2016 e oggi si stanno ulteriormente aggregando le competenze uniche di progettazione ed ingegneria di Astaldi, nell’ambito di Progetto Italia”.

 



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