22 ottobre 2020

Esteri

A Washington la rabbia di chi vuole un’America diversa

Scontri tra polizia e manifestanti che hanno tentato di abbattere la statua di Andrew Jackson davanti alla Casa Bianca

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Proteste davanti alla Casa Bianca

WASHINGTON – Poche ore fa, mentre in Italia era notte, davanti alla Casa Bianca si è scatenata l’ennesima protesta che è sfociata in un tentativo di abbattere la statura di Andrew Jackson, figura emblematica della storia USA poiché si tratta del presidente responsabile del “sentiero delle lacrime” (la deportazione forzata dei nativi americani dalle loro terre), nonché figura molto amata dall’attuale presidente Donald Trump.

"Hey, Hey, Ho, Ho, Andrew Jackson's got to go" (deve andarsene) cantavano i manifestanti riferendosi al monumento di Jaskson. Dopo aver legato con alcune cime la statua hanno tentato di abbatterla ma senza successo quindi hanno scritto con gli spray "killer" (assassino) sul basamento marmoreo. La tensione è ancora altissima è la polizia ha fatto da scudo al monumento, contrastando le cariche dei manifestanti con spray al peperoncino.

L’ondata di malcontento popolare ha avuto inizio con l'omicidio di George Floyd, un afroamericano assassinato da un agente della polizia. Da quel fatidico giorno l’America è stata teatro di scontri anche molto violenti che hanno sempre il medesimo intento: rivendicare un paese diverso, dove la convivenza tra etnie differenti sia fondata sulla concreta parità dei diritti e sul rispetto reciproco.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
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