28 settembre 2021

Treviso

A volte servono grandi passi: donne, diritti e politiche d'aiuto

RUBRICA - "Il tè delle cinque" con Fanni Guidolin

| Fanni Guidolin |

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DONNE

RUBRICA - La regola dei piccoli passi non vale sempre. Soprattutto quando si tratta di donne, diritti e politiche d'aiuto. Li ho soprannominati così i provvedimenti: "dis-posizioni" a due piedi ben piazzati, che cambino a passo lungo le cose, le più difficili, quelle che ormai sono diventate argomento dei rotocalchi più che dei quotidiani in prima pagina. E' come se ci fossero argomenti di serie A e di serie B e, diciamo la verità, il tema Donne interessa alle donne, ma non più di tanto agli uomini.

Il futuro di una volta, per usare il titolo di un libro della Dandini, era quello in cui le donne del 1946, con il diritto di voto, avrebbero immaginato un 2021 completamente ribaltato. I dati statistici fanno constatare invece, quanto le donne siano tuttora indietro nella corsa verso la concreta eliminazione di ogni forma di disparità e quanto si sia ancora lontani dalla piena realizzazione di quel cambiamento culturale.

Siamo costrette a vigilare anche su tutte le conquiste già maturate. Fino al 1968 l'adulterio femminile era punito, quello maschile no. Ma è dopo la legge sull'aborto (1978) e prima sul divorzio (1970) che l'Italia diventa un paese laico. Solo nel 1996 la violenza sulle donne passa da reato morale a reato sulla persona. Giusto perché la morte non fosse più considerata un semplice galleggiamento in assenza di gravità.


Nel 2013 viene poi approvato il decreto legge contro il femminicidio e la violenza sulle donne, "aggiustato" nel 2019 con il "Codice Rosso". Ma se non hai un bimbo in pancia o un bambino che ti guarda mentre tuo marito ti uccide, vali meno. E se al posto del tuo ex ad ucciderti fosse il suo amico (da lui ingaggiato) beh... vali meno lo stesso. E poi mica lo arrestano subito se ti violenta. Al massimo lo allontanano. Per l'arresto devono scoprirlo in flagranza, quando sei già morta dentro e quasi morta fuori. Sempre se hai la la forza di denunciarlo subito, ancora mentre il sangue ti cola sulle gambe. Il tuo sangue, e non quello di uno sconosciuto dentro la tua piccola esistenza senza nessun permesso.

Quanto sangue dovremmo ancora spalmarci prima di riuscire a fermare questa carneficina? No, i piccoli passi non bastano più. Per cambiare le coscienze ci vorrebbe una bella centrifuga di massa sempre che non siano danneggiate da un narcisismo fulminante e interessate ad altri temi.

Allora partiamo da qua. Smettiamo di inchinarci alla dittatura del cartellino sessista. Sono una infermiera, perché nel mio tesserino identificativo c'è scritto Infermiere? La prevalenza del genere maschile nella lingua italiana riflette proprio l’effettiva asimmetria di potere esistente nella nostra società. Cominciamo con il valorizzare le differenze di genere a partire dal linguaggio, che è la prima cosa che imparano i bambini e le bambine. Il linguaggio ha un potere strategico, come la scrittura. Darà visibilità alle donne per poi proseguire sulla strada dei diritti dei mutamenti culturali. E smetteremo di vivere in questa ubiquità silenziosa.



Fanni Guidolin

Infermiera Enterostomista

Membro della Commissione Pari Opportunità del Comune di Castelfranco Veneto

 

 


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