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18 gennaio 2022

Treviso

La volontà di donare gli organi sulla carta di identità

La giunta recepisce la mozione Rocco dopo il consenso unanime in commissione

| Davide Bellacicco |

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| Davide Bellacicco |

La volontà di donare gli organi sulla carta di identità

TREVISO- Anche a Treviso sarà possibile indicare nel documento di identità la propria volontà di donare gli organi.

La proposta, figlia di una mozione presentata da Nicolò Rocco (PD) e approvata venerdì all’unanimità in una commissione piuttosto concitata per via dell’esordio del nuovo capogruppo leghista, Conte, con una sonora bestemmia che, giocoforza, ha finito per catalizzare tutta l’attenzione mediatica dell’incontro oscurando le decisioni assunte, è stata recepita questa mattina dall’amministrazione comunale che vi ha provveduto mediante una delibera di giunta su proposta dell’assessore di competenza, Cabino.

 

«Continua il percorso di Treviso per i diritti», dichiara l’assessore. «La raccolta e l’inserimento delle dichiarazioni di volontà alla donazione degli organi e tessuti al momento del rilascio o rinnovo del documento di identità rappresenta un’opportunità per aumentare il numero delle dichiarazioni e quindi per implementare il numero potenziale dei donatori».

 

I costi dell’operazione (trattasi di una adesione ad un progetto di respiro nazionale promosso dal Ministero della Sanità), si stimano essere molto irrisori, a fronte di un potenziale aumento sensibile di donatori: il Comune si doterà ora di un nuovo software che consentirà le nuove registrazioni e avvierà la necessaria formazione del personale. La legge istitutiva del Sistema Informativo Trapianti (SIT), che avrebbe il compito di raccogliere le dichiarazioni di volontà dei cittadini è datata 1999 e regola una procedura che, dal 2000 ad oggi, ha consentito la registrazione di solo un milione e trecentotrentamila espressioni di volontà fra soggetti maggiorenni, registrando un dettaglio che testimonia l’esiguo impegno profuso in passato dagli enti locali, considerando che la quasi totalità delle adesioni è stata storicamente raccolta dal mondo delle associazioni, in particolare dall’AIDO.

 

Ad esprimere grande soddisfazione è proprio il consigliere Rocco, da tempo impegnato in un confronto sul punto con le realtà sanitarie del territorio e con il mondo del volontariato: «L’unanimità raggiunta in commissione è il segno che su un tema come la donazione non ci sono bandiere politiche perché, come scrisse San Giovanni Paolo II, “la donazione è un atto di carità grandissimo”. Mentre discutiamo il sito del Centro Nazionale Trapianti aggiorna i dati e riporta di 9.200 persone in lista di attesa nella speranza di una donazione». «Il Veneto e la città di Treviso rivestono grande importanza sia per l’eccellenza dei centri medici specializzati in questa pratica sia per la storia dei trapianti», ricorda. «Il primo cuore donato in Italia in occasione dell’intervento del dott. Gallucci a Padova fu di un ragazzo trevigiano, Francesco Busnello. I suoi genitori Giovanni e Marina sono una testimonianza di altruismo e coraggio. Il provvedimento di oggi segnerà un’occasione per diffondere la cultura della donazione nelle famiglie e semplificherà l’accertamento della volontà di chi non c’è più».

 



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Davide Bellacicco

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