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28 gennaio 2023

Treviso

Vola l'export manifatturiero trevigiano: in nove mesi oltre 4,7miliardi

I dati dell'Osservatorio di Confartigianato Imprese Veneto segnano un + 15.5% rispetto al 2020

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

manifatturiero

TREVISO - Una corsa inarrestabile quella dell’export manifatturiero della Marca Trevigiana dei settori ad alta concentrazione di micro piccole imprese. Il fatturato ha, infatti, superato i dieci miliardi già nei primi tre trimestri del 2021, con un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso di un miliardo e mezzo, pari a un più 17,2%.
Con 4.739 miliardi e +15.5% rispetto al 2020, la provincia di Treviso si colloca al seocndo posto dopo Vicenza con i suoi 14,5 miliardi e una crescita record del 22,1%.

“Di fronte a questi numeri serve un’azione organica”, è l’invito di Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana “che tenga insieme strumenti tradizionali e innovativi per accompagnare sui mercati internazionali l’artigianato e le piccole imprese, segmento vitale del Made in Italy”. I dati elaborati da Confartigianato confermano che l’aumento delle esportazioni, nei dieci anni precedenti la pandemia, è stato il più importante volano di crescita delle imprese venete. Merito della propensione all’innovazione, che ha migliorato la capacità produttiva e la qualità dei loro prodotti. Su questo trend positivo si è tuttavia abbattuta la scure della pandemia. Per questo i dati del 2021 sono decisivi per capire le tendenze future di ripresa.

I numeri delle esportazioni della Marca sono promettenti. Nel periodo gennaio-settembre, rispetto all’anno nero 2020, i settori che hanno avuto aumenti di esportazioni superiori al 20% sono il trasporto, con un balzo del 73,4%), seguito dalla metallurgia (+ 43,6%), dalla manifattura (+ 33%), dal tessile, che ha dato segnali di risveglio con un più 29,7%. A seguire, i prodotti in metallo (+ 24,8%), le apparecchiature elettrodomestiche (+ 23,3%), gli articoli in gomma e le materie plastiche (+ 21,8%) e i prodotti chimici (+ 20,8%). Nel quadro positivo vanno anche registrati due settori che per la prima volta entrano nell’export: la stampa e i prodotti registrati e il tabacco.

Dei 23 settori presi in esame da Confartigianato, solo tre hanno segnato un arretramento rispetto all’anno scorso. Il peggiore è stato il settore farmaceutico di base (-32%), seguito da quello legato ai computer e ai prodotti di elettronica e ottica, agli apparecchi elettromedicali e agli apparecchi di misurazione e orologi, con un meno 12,1%. Non decollano neppure i prodotti alimentari, che segnano un leggero arretramento (- 1,2%).

“Questi dati positivi non devono farci abbassare la guardia -, ammonisce il presidente Bernardi - servono soprattutto modalità operative semplificate e l’estensione dell’utilizzo delle misure Simest anche alle società di persona e alle ditte individuali che rappresentano un potenziale bacino di imprese internazionalizzabili”.

Rispetto ai mercati europei di vendita dei prodotti “Made in Treviso”, la Germania è sempre al primo posto con un miliardo e mezzo di fatturato (+13,6%), seguita dalla Francia (+ 22,7%), dalla Spagna (+ 17,6%). Complessivamente, l’export nell’Unione europea vale oltre sei miliardi, con incremento i nove mesi del 15,9%. Ancora meglio è andata nei mercati extra UE, con un aumento delle esportazioni del 19,2% e un fatturato di oltre quattro miliardi.

 


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Isabella Loschi

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