21 ottobre 2020

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, Serravalle si svuota: "Troppi edifici storici chiusi"

Il consigliere comunale De Bastiani: "Se Ceneda piange, Serravalle non ride"

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Vittorio Veneto, Serravalle si svuota:

VITTORIO VENETO - Se Ceneda si trova in una situazione di emergenza per le note difficoltà di accesso viario, Serravalle non ha sorte più facile sotto una altro aspetto. Ceneda è oggettivamente chiusa da un assetto stradale che la rende difficilmente raggiungibile, Serravalle non ha questo problema ma è disseminata di edifici chiusi.

 

“E’ una riflessione che proponiamo a seguito della notizia della chiusura del Teatro Da Ponte – dichiara il consigliere di Rinascita Civica e Partecipare Vittorio Alessandro De Bastiani -. Una chiusura non indolore che segna un passo indietro nell'auspicato processo di rivitalizzazione che negli ultimi anni aveva abbozzato un cenno di avanzamento grazie principalmente all’apertura di qualche nuovo esercizio commerciale. Per la verità il bilancio aperture/chiusure  a fronte di due nuovi esercizi in piazza Flaminio, la pasticceria e il nuovo bar di fronte, si salda in pareggio con la chiusura dello sportello bancario  e della trattoria Leon d’Oro. Ma quello che maggiormente colpisce è il fatto che il maggior numero di edifici chiusi sono proprietà dal comune”.

 

Oltre al Teatro di Cassamarca e gestito dall’amministrazione comunale il visitatore durante la settimana troverà chiusi palazzo Todesco, sede per mostre, il palazzo cinquecentesco Torres sede del museo archeologico completamente chiuso da più di vent’anni, il Palazzo della Comunità sede del museo del Cenedese aperto solo il sabato e la domenica, palazzo Piazzoni Parravicini aperto solo il centro sociale al pianoterra, Chiesa di San Lorenzo dei Battuti aperto il sabato e la domenica, Palazzo Minucci De Carlo aperto solo sabato e domenica e annessa cappella della Santa Croce. Con riferimento a proprietà pubbliche chiuso e in rovina da decenni anche l’edificio dell’ANAS in Piazza della Fontana.

 

“Va considerato che il programma di mandato prevede il rilancio di Serravalle e la valorizzazione della figura di Lorenzo da Ponte – continua De Bastiani -. La chiusura del teatro non va in questa direzione eludendo ambedue gli obiettivi. In un anno non si può fare molto ma è consentito un primo bilancio dell’amministrazione Miatto che purtroppo registra una politica di promozione culturale e di valorizzazione del centro storico che non sta registrando i risultati sperati. E’ innegabile che con tutti questi edifici chiusi Serravalle emana un triste sapore di solitudine e abbandono. Va segnalato invece un atto meritorio: l’Associazione Serravalle Viva ha aperto con la propria sede i balconi di un negozio in Cal Granda chiuso da molto tempo”.

 



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