28 settembre 2020

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, rimossi 112mila chili di macerie contaminate da amianto all'ex Carnielli

Sopralluogo dell'amministrazione comunale nell'area

| Claudia Borsoi |

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| Claudia Borsoi |

Materiale bonifica ex carnielli

VITTORIO VENETO Conclusa la fase 1 della bonifica dell’ex Carnielli. Rimossi dall’area 112mila chili di macerie contaminate da amianto e 2 chilometri di tubazioni rivestite di amianto friabile. La ditta incaricata da Alì ha così ultimato la bonifica degli immobili da cui è stato rimosso tutto quanto si trovava all’interno.

 

Il bilancio di ciò che era stipato dentro ai capannoni dell’ex fabbrica di biciclette – qui veniva prodotta la mitica Graziella – ed è stato rimosso è davvero “sorprendente”: materiali misti da costruzione e demolizione 90mila chili, legno trattato proveniente dai crolli di solai 40.100 chili, materiale da costruzione misti a frammenti di amianto 112mila chili, lastre rimosse 1.600 chili, smaltimento plastica 3mila chili, smaltimento inerti 13.800 chili, rifiuti inorganici pericolosi di tipo edile 700 chili, imballaggi contaminati 1 metro cubo, pneumatici fuori uso 100 chili, legno 6.500 chili, rifiuti da strip out (demolizione selettiva) 6.900 chili, bombolette spray 100 chili, fibre artificiali vetrose 1.000 chili, amianto friabile 1.600 chili.

Il tetto dell'ex Carnielli che spazia sulla città

L’avvio di questi lavori di bonifica (fase 1) era previsto per febbraio, ma causa pandemia l’inizio è slittato a maggio. E in tre mesi la ditta incaricata da Alì, la società padovana che un anno fa si è aggiudicata all’asta l’ex Carnielli, ha eseguito questa prima fase della bonifica comprensiva anche di cantierizzazione, strip-out e gestione dell’amianto friabile presente nell’area di 21.400 metri quadrati. Sono state eseguite parallelamente 112 indagini ambientali. Nel corso della fase 1, precisa Alì, non ci sono state infrazioni, proteste e segnalazioni. Quattro le visite fatte nei tre mesi di lavoro dalle autorità di controllo.

Ora partirà la cantierizzazione per dare avvio alla fase 2 della bonifica, che si concentrerà sul cromo esavalente presente nel terreno. Le analisi partiranno a ottobre, quindi verrà redatto il nuovo piano di bonifica con avvio materiale dei lavori ad inizio 2021. Ultimati, partirà a luglio 2021 la fase 3 della bonifica con rimozione delle coperture in eternit che si concluderà per il settembre 2021. Quindi le demolizioni degli edifici non necessari e l’avvio della riqualificazione urbanistica dell’area.

Venerdì 31 luglio una rappresentanza dell’amministrazione comunale, presente anche Alì con il vicepresidente Gianni Canella e i tecnici che stanno curando la bonifica, ha messo piede nell’ex Carnielli per prendere visione dell’avanzamento dei lavori. «Nonostante il lockdown che ha rallentato i lavori siamo contenti di aver già portato a termine la prima fase di bonifica – afferma Gianni Canella -. Mettere il sito in sicurezza è stata per noi una priorità, prima di tutto per la salute delle persone che vivono la città di Vittorio Veneto ed in secondo luogo per permettere al personale in cantiere di proseguire i lavori in sicurezza».

«La salute dei cittadini è primaria – sottolinea il sindaco Antonio Miatto -. Siamo soddisfatti di questo primo risultato raggiunto. L’area è stata finalmente messa in sicurezza, grazie ad un’azienda seria che nonostante questo difficile periodo è riuscita a mantenere la promessa data a questa città».

Ha partecipato al sopralluogo anche il presidente del consiglio comunale Paolo Santantonio che, insieme ad altri forzisti, ad inizio 2019 aveva depositato un esposto al Noe per la questione eternit. «Ho accolto l’invito del sindaco – afferma Santantonio – per verificare di persona l’avanzamento della bonifica per la quale tanto mi sono speso in passato».

 


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Claudia Borsoi

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