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18 maggio 2024

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, l’istituto Cesana Malanotti stoppa la causa per i 200 posti letto

Era stata avviata contro l’azienda sanitaria Ulss 2 dal cda Castro

| Claudia Borsoi |

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cesana malanotti

VITTORIO VENETO – La causa per gli ulteriori 200 posti letto, che il cda Castro avrebbe voluto realizzare a villa Papadopoli, a Ceneda, e a Ca’ Mocenigo-Zuliani, a Savassa, si arresta. Nei giorni scorsi il consiglio di amministrazione dell’Istituto Cesana Malanotti presieduto dall’avvocato Giuseppe Maso ha deliberato, alla luce della “sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del giudizio in appello”, lo stop all’azione legale. Nel 2018 l’istituto aveva avviato un ricorso al Tar del Veneto dopo che l’ente, l’anno prima, si era visto negare dall’Ulss 2 e dalla Regione Veneto l’attivazione di ulteriori 200 posti letto per anziani non autosufficienti e disabili per i quali aveva fatto richiesta di inserimento nel piano di zona dell’azienda sanitaria. In occasione della ripianificazione dei piani di zona 2018 e 2019 l’istituto aveva rinnovato la propria richiesta all’Ulss 2, sempre non accolta, proseguendo quindi l’azione legale. Nel marzo 2020 il Tar del Veneto si era espresso rigettando il ricorso e a luglio di quell’anno l’istituto aveva presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato. Poi la pandemia e il cambio di consiglio di amministrazione.

 

E ora la formale decisione di arrestare l’azione legale. “Successive vicende hanno costretto l’Istituto a modificare la programmazione delle proprie attività e le proprie scelte di investimento, in particolare in conseguenza dell’emergenza innescata dalla pandemia da Covid-19, che ha richiesto di allocare diversamente le risorse dell’ente per affrontare l’emergenza sanitaria e il forte impatto economico della stessa – si legge nella deliberazione del cda guidato da Maso -. In tale mutato quadro è venuta meno la possibilità per l’Istituto di procedere al progetto di ampliamento di 200 posti nei termini avviati nel 2017 e, conseguentemente, l’interesse a coltivare il giudizio in appello avanti al Consiglio di Stato”. Sentiti i difensori delle controparti, al fine di giungere ad un accordo in merito alla compensazione delle spese di giudizio, questi hanno acconsentito all’estinzione del giudizio in appello a fronte del pagamento, da parte del Cesana Malanotti, della somma di 2.500 a favore dell’Ulss 2 quale ristoro per lese processuali. Somma che è già stata impegnata nel bilancio di previsione 2023 dell’istituto.

 


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