23 febbraio 2020

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, "il dottore poteva continuare a lavorare in ospedale fino al momento dell'arresto"

La posizione dell’azienda sanitaria sulla questione

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Ospedale di Vittorio Veneto

VITTORIO VENETO – La vicenda del medico della cooperativa che gestisce anche il Punte nascite di Vittorio Veneto ha indotto l’Ulss 2 a fare delle dichiarazioni sull’accaduto. Il direttore sanitario dell’Ulss 2, dr. Livio Dalla Barba, precisa che: “Il personale medico della Cooperativa che fornisce personale per il servizio di guardia pediatrica e ostetrico-ginecologica per il Punto nascita dell’ospedale di Vittorio Veneto viene selezionato sulla base del curriculum professionale che nel caso del dr. Carlo Cetera era assolutamente adeguato, per cui la Cooperativa gli ha affidato alcuni turni di servizio”.

“Sulla possibilità che il dr Cetera, le cui vicende processuali sono note, continuasse ad esercitare si era espresso, rispondendo ad uno specifico quesito, l’Ordine dei Medici, precisando che l’ex primario poteva continuare ad esercitare fintantoché non fosse diventare esecutiva la sentenza di condanna emessa nei suoi confronti. Cetera ha, quindi, proseguito la sua attività, lavorando in numerosi ospedali, fino al momento dell’arresto”.

“Per quanto riguarda il ricorso alle Cooperative – prosegue Dalla Barba – esse sono partner importanti sia del sistema sanitario che sociosanitario. Ricordo a tutti che nonostante i 19 concorsi banditi da Azienda Zero nel 2019, i 56 avvisi a tempo determinato e i 20 avvisi di mobilità nell’Ulss 2 mancano, ad oggi, 16 ginecologi. Stante l’attuale mancanza di specialisti, legata ad errori nella programmazione nazionale, il supporto delle Cooperative si rivela fondamentale per garantire alcuni servizi”.

 

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