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25 febbraio 2024

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, il dg dell’Ulss 2 in consiglio: “Il pronto soccorso non si tocca”

In primavera l’avvio dei lavori della costruzione della terapia intensiva

| Claudia Borsoi |

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ospedale vittorio veneto

VITTORIO VENETO - «Il pronto soccorso non si tocca. Quanto al punto nascite, non trovando ginecologi, mi è impossibile promettervi di riaprirlo. C’è invece l’impegno di ripristinare le specialità di base di ortopedia, urologia, gastroenterologia. In arrivo la terapia intensiva e l’ospedale di comunità. L’otorinolaringoiatria, punto di forza dell’ospedale di Vittorio Veneto, dal primo dicembre potrà contare anche sulla chirurgia maxillo-facciale e speriamo che il dottor Bertolin (il primario di orl ndr) possa diventare professore associato dell’Università di Padova, così da far girare nel reparto anche specializzandi. E poi a Vittorio Veneto il centro per l’Ulss 2 di interventi di cataratta».

 

Sono questi alcuni degli impegni che il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi ha preso pubblicamente ieri sera, lunedì, partecipando al consiglio comunale di Vittorio Veneto che aveva per oggetto la sanità vittoriese. Due ore e mezza di dibattito in aula, tra illustrazione di progetti da parte dell’azienda sanitaria e richieste dei consiglieri che hanno dato voce ai cittadini. Benazzi come prima cosa ha fatto il punto su ciò che è stato fatto negli ultimi due anni e cosa sarà fatto prossimamente. Supportato nell’illustrazione dall’architetto Lucio D’Este, responsabile dell’ufficio tecnico dell’Ulss 2, sono stati illustrati quattro interventi in fase di avvio: la realizzazione della terapia intensiva con 4+1 posti letto (quattro in open space, uno isolato) in un nuovo volume collegato alle sale chirurgiche per una spesa di 4,2 milioni di euro con avvio lavori a marzo 2024 (avrebbero dovuto partire già nei mesi scorsi, ma per problematiche con le ditte sono slittati in avanti; la realizzazione della nuova casa di comunità nel distretto di piazza Foro Boario con 470mila euro di fondi Pnrr ed avvio lavori entro fine anno; la ristrutturazione dell’ala B del quarto piano dell’ospedale per realizzare 6 posti letto di terapia semi-intensiva per 300mila euro e lavori da giugno 2024; la realizzazione dell’ospedale di comunità al terzo piano dell’ospedale con 23 posti letto ed un investimento di 2 milioni di euro con avvio del cantiere a dicembre 2023.

 

Quanto ai progetti realizzati, sono stati ricordati l’intervento di miglioramento sismico dell’ospedale per 6 milioni di euro, l’ammodernamento delle camere dell’ala A del settimo piano per 250mila euro, la ristrutturazione dell’area radiologica per 490mila euro, la realizzazione del magazzino farmaceutico per tutta l’azienda sanitaria. Ed investimenti su strumentazioni di diagnostica per 3 milioni di euro. «Non vorrei che il magazzino farmaceutico sia un contentin: noi lo regaliamo a Conegliano e ci teniamo il pronto soccorso. Il magazzino non porta alcun vantaggio territoriale – ha sottolineato Roberto Tonon (Pd) -. Quando c’è stato il miglioramento sismico dell’ospedale ho ritenuto che il nostro nosocomio non fosse più un ramo da tagliare. Ma da qui a dire che le cose vanno bene ne passa. Ok gli interventi specialistici, ma se poi ci mancano le specialità di base, si sente un’attenzione al territorio meno vicina. Anche se da un punto di vista della popolazione il bacino di utenza che fa capo all’ospedale di Conegliano è più rilevante, la collocazione è sempre stata infelice per l’ospedale a Conegliano e gli investimenti lì fatti sono molto più cospicui, tanto che ha mantenuto tutte le specialità. Vittorio ha dato durante il periodo Covid. E non si dica che in cambio ci vengono dati i posti di terapia intensiva, perché nelle schede regionali sono lì da 20 anni e mai realizzati. Se ci saranno a breve i posti di terapia intensiva, perché le urgenze non possono essere fatte anche a Vittorio? Credo che poi serva un’attenzione anche per sgombrare il campo da quello che spero sia un equivoco, cioè che il nostro pronto soccorso diventerà un primo soccorso».

 

«L’ospedale – ha affermato Gianantonio Da Re (Lega) – si è messo a disposizione durante la pandemia, ora vogliamo capire il futuro per il nostro ospedale, quali sono i reparti e le specialità che rimarranno, vogliamo che il nostro ospedale sia un punto di riferimento almeno per qualche settore e all’avanguardia. Noi ringraziamo dell’ospedale di comunità, ma è una geriatria, e una geriatria l’abbiamo già a pagamento al Cesana Malanotti. Il nostro territorio vuole avere certezze: dove andrà il nostro ospedale?». Parole che hanno trovato concordi i consiglieri di opposizione. Giulio De Antoni (civica Dus) ha elencato tutti i servizi che l’ospedale ha perso negli ultimi anni, dall’unità operative complesse agli ambulatori, alla sala gessi. «Mi chiedo: ma un reparto così specialistico come quello testa-collo senza terapia intensiva può starci? Non è che poi gli interventi li fanno a fare altrove?».

 

«Ci assicura – ha incalzato Mirella Balliana (Rinascita Civica) – che il nostro ospedale avrà un futuro generalista?». Barbara De Nardi (Pd) ha invece posto l’attenzione sulle lunghe liste d’attesa, con conseguente necessità di “emigrare” in altre Ulss per fare gli accertamenti prescritti o in strutture private. «Per fare una radiografia uno è stato indirizzato a Motta di Livenza» ha esemplificato il consigliere Mario Rosset (Lega). L’assessore Ennio Antiga ha invece auspicato un rifacimento del pronto soccorso. Il direttore generale ha replicato che è anche un suo desiderio. In arrivo nei prossimi mesi ulteriori medici e infermieri necessari per riattivare reparti e ambulatori nell’ospedale di Costa.

 


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