05 aprile 2020

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, caos nel consiglio di quartiere di Ceneda

Il segretario Bastanzetti annuncia le dimissioni in caso di mancato incontro pubblico su Villa Papadopoli

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villa papadopoli cesana

VITTORIO VENETO - Spaccatura all’interno del consiglio di quartiere di Ceneda. La causa delle frizioni interne è da attribuire a Villa Papadopoli e al suo futuro passaggio al Cesana Malanotti. Il segretario Michele Bastanzetti ha parlato di “incomprensibili titubanze” da parte del presidente Massimo Santonastaso, e ha invocato a gran voce un incontro pubblico sul tema, in cui il consiglio prenda una posizione chiara sulla vicenda.

 

“Il consiglio di Ceneda non si è mai espresso né a favore né contro l’operazione Papadopoli in essere tra Cesana e Comune – dichiara Bastanzetti - Per questo, da mesi, sollecito invano il presidente a proporre l'argomento suddetto alla valutazione del nostro Quartiere; valutazione e relativo pronunciamento che siano inequivocabili. In merito abbiamo già raccolto la cortese disponibilità del sen. Maurizio Castro (presidente del Cesana, ndr) ad incontrarci”.

 

Il segretario vorrebbe che l’incontro fosse fissato prima della conferenza dei sindaci, che deciderà del progetto del Cesana: 200 nuovi posti letto, divisi tra Ca’ Mocenigo e Villa Papadopoli, le due strutture al centro del progetto di riqualificazione dell’istituto.

 

“L’operazione Papadopoli potrebbe essere una svolta salvifica per la città, il classico treno che passa una sola volta nella vita, oppure potrebbe rappresentare un nuovo saccheggio del patrimonio collettivo – prosegue Bastanzetti - Per questo è necessario avere le idee chiare ed assumersi, ognuno e senza cincischiare, le responsabilità che gli competono”.

 

Il segretario ha annunciato – in caso di mancata convocazione dell’incontro pubblico prima della conferenza dei sindaci – le proprie dimissioni. Bastanzetti però rimarrebbe all’interno del consiglio, in qualità di semplice consigliere. Ad onor del vero, il presidente Santonastaso – in una nota diffusa il 21 ottobre – qualche precisazione sulla posizione del consiglio l’aveva data. Rendendo noto che il consiglio vuole che la proprietà del parco rimanga pubblica. Posizione ribadita anche qualche giorno fa, ma sempre e solo limitatamente all’area verde della villa.

 



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Roberto Silvestrin

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