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03 dicembre 2021

Vittorio Veneto

Vittorio… aumenta il volume

Presentato il dossier per Vittorio Veneto capitale della cultura 2018. Con l’ex ministro Treu presidente onorario. E uno slogan…sonoro

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Vittorio… aumenta il volume

VITTORIO VENETO – “Facciamoci gli auguri!”. La formula- auspicio dell’ex ministro Tiziano Treu la dice tutta. Dice che Vittorio Veneto da oggi al 31 gennaio potrebbe salire sul podio di Capitale nazionale della cultura. Potrebbe introitare un milione di euroni. Potrebbe “aumentare il volume”, perché questo è lo slogan che la città si è scelta in fase di candidatura.

La vetrina. Stamattina, nella loggia del Sansovino del Museo della Battaglia, l’ex ministro Tiziano Treu ha avuto un ruolo particolare: quello di presidente onorario del comitato che dovrebbe traghettare Vittorio Veneto a Capitale nazionale della cultura 2018. La posta in gioco (oltre il prestigio) è fatta di soldi: un milione di euro è la somma che la città-capitale culturale riceverà dallo stato se si rivelerà in grado di rispondere ai requisiti del caso.

 

21 aspiranti capitali. Oggi sappiamo che sono 21 le città italiane (Palermo, Trento, Settimo Torinese, Spoleto…tanto per citarne alcune) che aspirano a vincere il concorso – di questo si tratta – di Capitale nazionale della cultura 2018. Sappiamo – e stamattina c’è stata una conferenza stampa di presentazione della candidatura e del dossier – che Vittorio Veneto sarà una delle città in lizza. Sappiamo che entro il 15 novembre ci sarà una prima scrematura, che vedrà 10 città salire su un probabile podio. E che entro il 31 gennaio si saprà quale tra i comuni italiani diventerà luogo di eccellenza nazionale, capace di introitare (scusate se è poco) un milione di euro da spendere in un progetto di valenza culturale.

 

I conti in tasca. Per puntare sul bonus Capitale della cultura, Vittorio Veneto ha finora investito 20 mila euro (“Una cifra che ci è parsa adeguata”, dice l’assessore alla cultura Antonella Uliana), e ha realizzato un dossier – visionabile da questa mattina nel sito del comune – che ha uno slogan forte: “Vittorio aumenta il volume”. “Uno slogan – spiega l’assessore Uliana - che vede Vittorio veneto alzare il volume in senso visivo, sonoro, collaborativo, dato che il progetto per la candidatura ha avuto 47 lettere di adesione e 110 manifestazioni di interesse”. L’assessore ha spiegato che la candidatura di Vittorio Veneto a capitale culturale seguirà percorsi diversi, che andranno dal cinema, alla musica (Lorenzo Da Ponte sarà il testimonial dell’avventura), alla sacralità e ai tesori del territorio, ma anche alla sua capacità imprenditoriale e creativa. L’assessore ha aggiunto che il progetto ha investito su un aumento di volume anche territoriale perché realtà proficue come la Mostra dell’illustrazione di Sarmede e leadership industriali hanno aderito al progetto.

 

Una candidatura all’insegna della libertà. Del comitato che caldeggerà Vittorio Veneto a capitale della cultura fa parte anche Maurizio Castro. A microfoni spenti, l’ex ministro Treu ha detto che è stato proprio in virtù dell’amicizia che lo lega a Castro a fargli decidere di accettare l’incarico di presidente onorario del comitato pro candidatura. “Spero – ha dichiarato l’ex ministro Treu – che il ministro della cultura, col quale ho stretti rapporti – legga attentamente il dossier, e se lo studi. Perché ne vale la pena. Io, mozartiano convinto, per esempio non sapevo che da Ponte girasse da queste parti…Vittorio Veneto, comunque, merita il ruolo di capitale, perché è una città dall’identità inclusiva, perché la sua nascita ricorda e in qualche modo coincide col grande sviluppo industriale del Nordest”. Maurizio Castro, con impareggiabile eleganza comunicativa, ha aggiunto che Vittorio Veneto merita il ruolo a cui si candida perché la sua storia, legata alla conclusione della III e IV guerra d’indipendenza, veicola il tema caro della “libertà”, che unisce questo centro a quello della nazione; perché Vittorio richiama valori affini alla concordia, alla vocazione, all’alleanza, all’accoglienza reciproca e a un anelito culturale che si affianca a un processo di industrializzazione che in 150 anni di unificazione ha raggiunto esiti notevoli.

 

Dubbi e trafori. Poiché nel dossier relativo alla candidatura di Vittorio Veneto come Capitale nazionale della cultura 2018 nelle “spese per la cultura”, ascrivibili a 86 milioni e 307 mila euro, sono comprese la pista ciclabile, varie opere di urbanizzazione e viabilità e la “tangenziale Est”, abbiamo chiesto all’assessore Uliana se e come il cosiddetto Traforo potesse rientrare negli investimenti. “Il Traforo – ha risposto Uliana - è un’opera a sé, già finanziata. Non rientra negli investimenti culturali, che hanno a che vedere con la valorizzazione del paesaggio”.

L’uscita su via Carso di questa tangenziale dunque non ha a che vedere con il bonus cultura?

“Turchetto docet”, ha risposto l’assessore Uliana. Il che ha voluto dire: sentite un po’ lui.

 

Abbiamo dunque chiesto al vicesindaco Turhetto se la nuova circonvallazione vedrà – a latere della candidatura culturale di Vittorio – un’uscita su via Carso, cioè in centro città. “Per il momento – ha spiegato l’assessore Turchetto – l’uscita su via Carso della variante serve per dare accesso ai lavori del cantiere. Appena i lavori relativi al primo stralcio saranno terminati – e lo stato di avanzamento si rileva sul sito dell’Anas – in via Carso ci sarà un’uscita temporanea. Che verrà modificata appena il secondo stralcio – che ha già ottenuto gli step necessari all’esecuzione – verrà realizzato".

Gli facciamo presente che, durante l’uscita da scuola degli oltre mille studenti dell’alberghiero e del liceo scientifico, la viabilità in via Carso risulta sofferente. La risposta: “Non possiamo basarci su dettagli pensando a un’opera viaria complessa. Via Carso non è una strada così trafficata da mettere in allarme. In ogni caso bisogna tenere presente che il consiglio comunale si è già pronunciato favorevolmente sull’uscita della nuova tangenziale accanto al cimitero di sant’Andrea, che c’è la possibilità di rivedere l’accesso al campus scolastico e anche di rivedere l’assetto di via Carso se sarà necessario”.

 

Mentre Vittorio “aumenta il volume” (ricordiamo che è lo slogan scelto per farne una capitale culturale), il traforo segue dunque il suo destino…cimiteriale. E l’ex ministro Treu, presidente onorario del progetto, rassicura: “Mattarella ci tiene. Franceschini pure. E lui è certamente legato alla cultura come identità nazionale: un assioma che Vittorio Veneto incarna più di ogni altra città”. Vedremo, il 15 novembre, se Vittorio Veneto ce l’avrà fatta o no a superare la semifinale.

 


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