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19 luglio 2024

Treviso

Villorba, vuole fare sesso a pagamento, poi la lega e la minaccia: "Ti brucio viva"

I Carabinieri sono riusciti a individuare l'utilitaria dell'aggressore: ha precedenti

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

Villorba, vuole fare sesso a pagamento, poi la lega e la minaccia:

VILLORBA - I Carabinieri della Compagnia di Treviso hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Treviso a carico di un 44enne di origini comasche dimorante nel trevigiano, per il reato di rapina aggravata. 

Nel corso della nottata del 28 aprile, in una zona isolata del comune di Villorba, dopo aver fatto salire a bordo della propria autovettura una giovane albanese chiedendole di ricevere una prestazione sessuale a pagamento, l'aggrediva avvolgendola all'interno di un lenzuolo con il quale le copriva il volto e metà del busto. Quindi le immobilizzava le braccia stringendole un laccio all'altezza della vita e le applicava, sempre violentemente, del nastro adesivo all'altezza della bocca per impedirle di urlare e chiedere aiuto. Infine la minacciava di darle fuoco, azionando la fiammella di un accendino dinanzi al volto della vittima e si impossessava nel mentre della borsa della donna contenente 350 Euro, un telefono cellulare e i documenti personali della stessa.

I militari dell'Arma erano successivamente intervenuti, quella notte, verso le 3, in via Trieste del citato centro alle porte di Treviso dove era stata segnalata da un passante proprio la presenza in strada di una giovane in stato di shock, scalza e con i vestiti strappati, vittima di una violenta aggressione dalla quale era riuscita a sottrarsi ed a fuggire.

Raccolta la denuncia della donna, grazie ai primi riscontri raccolti (fondamentale il minuzioso esame delle immagini degli impianti di videosorveglianza del territorio) i Carabinieri riuscivano a individuare l'utilitaria dell'aggressore e, successivamente, a rintracciarla in sosta nei pressi di un esercizio commerciale, accertando come la stessa fosse intestata a un parente dell'indagato, quest'ultimo risultato gravato da numerosissimi precedenti per rapina aggravata, lesioni e violenza sessuale.

La forte spregiudicatezza e l'allarmante aggressività dell'indagato, il pericolo di reiterazione di ulteriori, gravi condotte, la premeditazione del fatto (l'indagato si era premunito di portare con sé lenzuolo e nastro isolante per compiere la sua azione delittuosa) hanno così determinato il giudice, in pieno accoglimento delle risultanze delle indagini dei militari dell'Arma sotto la direzione della Procura della Repubblica trevigiana, ad emettere a carico del 44enne la misura cautelare più grave.

Nelle scorse ore i Carabinieri hanno rintracciato a Silea (TV), presso l'abitazione di una parente, il destinatario del provvedimento restrittivo, traendolo in arresto e conducendolo, ad espletate formalità di rito, presso la casa circondariale di Treviso, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

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