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29 giugno 2022

Oderzo Motta

Ville venete: ieri e oggi

Intervista a Lucia Tomasi

| Pietro Panzarino - Vicedirettore |

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| Pietro Panzarino - Vicedirettore |

Ville venete: ieri e oggi

SAN POLO -   La mostra di LUCIA TOMASI “IInterpretazione per la salvaguardia delle ville venete”, inaugurata il 16 novembre presso Ristorante Gambrinus a San Polo di Piave, in occasione del Premio Mazzotti, è stata prorogata e sarà visitabile fino al 15 febbraio 2014. Sin dalle battute iniziali della mostra, presentata dalla prof.ssa del Politecnico di Milano, Margherita Azzi Visentini, la presenza di molte personalitàdella cultura, tra le quali il Presidente del Premio Mazzotti prof. Ulderico Bernardi, la prof.ssa Anna Mazzotti, figlia di Giuseppe Mazzotti, il Rettore della Facoltà di Architettura di Venezia arch. Amerigo Restucci, il direttore dell’Ente Ville Venete arch. Carlo Canato, l’arch. Marco Tamarodirettore della Fondazione Benetton, la Sopraintendente ai Beni Storici ed Artistici Anna Maria Spiazzi, il direttore dell'Archivio di Stato di Venezia Raffaele Santoro, l'etologo Danilo Mainardi, lasciava intendere che si trattava di un evento culturale di grande spessore. Anche la relativa pubblicazione, ricca di immagini e di notevoli contributi critici, ha favorito l'affluenza. Ne abbiamo parlato con Lucia Tomasi, già docente di storia dell'arte e di disegno al liceo "Flaminio" di Vittorio Veneto.

 

Perché Palladio oggi? Perché è sempre attuale, come tutti i grandi, va oltre il suo tempo per approdare alle questioni fondamentali dell’uomo ed in questo caso in particolare del progettare.

In cosa consiste questa attualità? Palladio è attuale per la sua estrema razionalità e semplicità nella concezione organizzativa degli spazi, che stanno alla base dei suoi progetti, un approccio per moduli che di volta in volta si adattano alle esigenze del luogo e dell’abitare; egli è riuscito ad affascinare anche Le Corbusier e molti esponenti del Movimento Moderno.

 

Hai paragonato Palladio a Giorgione, in che senso? Palladio ha fatto in campo architettonico ciò che Giorgione ha fatto in pittura, entrambi hanno creato nelle loro opere una continuità ed una armonizzazione tra mondo umano, vegetale ed animale. Caratteristica che sarà in seguito propria di tutta l’arte veneta. Da qui la fondamentale importanzadata al Paesaggio. Il Veneto ha espresso questo per secoli nell’arte. Eredità molto difficile da gestire oggi….!

 

Perché lo consideri precursore di Frank Lloyd Wright? Lo ha anticipato di ben 400 anni. Palladio ha dato priorità allo studio del contesto, delle forme dell’ambiente naturale e proprio da queste ha tratto ispirazione per modellare le proprie costruzioni, creando continuità tra interno ed esterno, sempre in dialogo tra loro; essi si qualificano e si arricchiscono reciprocamente. In questo modo il paesaggio ne viene impreziosito e la villa prende vita, anzi vive in simbiosi con il contesto, da cui prende la ragione dell’esserci.

 

Quale significato ha la figura femminile accanto all’architettura? Da sempre la casa è il luogo per eccellenza della donna e la villa veneta in fondo è la rappresentazione di una abitazione ideale, un archetipo quasi. Queste figure ne esprimono l’anima, una sorta di genius loci, nello stesso tempo rappresentano come dei numi tutelari a salvaguardia di questi ambiti. Nei casi più critici, ho sottolineato queste siloulettes con il colore rosso per indicare un’emergenza, un pericolo, un appello all’intervento rispettoso e riqualificante.

 

Hai dato particolare risalto, come esempio da imitare, alla villa Emo a Fanzolo di Vedelago di Andrea Palladio, quali i motivi per cui secondo te merita questa sottolineatura?

La Villa Emo di Fanzolo è un esempio di imprenditoria privata, in questo caso di una banca locale, che si è dimostrata illuminata e coraggiosa per l’oneroso investimento intrapreso e per come ne continua la gestione tenendo aperta la villa tutti i giorni, ad eccezione del lunedì; attraverso la relativa Fondazione Villa Emo promuove lo studio dell’archivio qui conservato, ricavandone delle pubblicazioni. A Villa Emo vengono organizzati convegni, importanti eventi di tipo teatrale, musicale, culturale in genere e di valorizzazione dei prodotti locali. Essi vengono messi in evidenza nelleadiacenze attraverso eventi che richiamano grandissimo interesse, riproponendo anche il concetto di azienda agricola, funzione originaria della villa veneta; insomma un centro vitale in tutti i sensi, altamente qualificato al massimo grado, trattandosi di un sito Unesco, Patrimonio dell’Umanità!

 


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