14 luglio 2020

Vittorio Veneto

Villa Papadopoli “museo dell’emigrazione?"

La nuova proposta congelata da Zaia: “Sarie mejo un capanon”

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Villa Papadopoli “museo dell’emigrazione?

VITTORIO VENETO - Villa Papadopoli sta cadendo a pezzi. E questo è il dato di fatto. La nuova proposta sul’utilizzo di un bene immobile pubblico di grande pregio arriva da Sac, il gruppo Storia Ambiente Cultura, di Michele Bastanzetti. “Avanziamo al sindaco una nuova proposta - spiega Bastanzetti - : trasformare villa Papadopoli in un museo dell’emigrazione.”

Le argomentazioni ci sarebbero. “Di recente - chiosa il portavoce di Sac - il giornalista Gian Antonio Stella ha lanciato l’idea di istituire un museo dell’emigrazione. L’ idea ha raccolto alcuni importanti consensi in Veneto tra i quali quello del presidente Zaia che si è detto d’accordo prospettando di realizzarlo in una struttura dismessa tramite “un fund raising come quelli ebraici per operazioni identitarie culturali”.

Che fare dunque? Inoltrare in Regione la candidatura di Villa Papadopoli come sede di questo museo dell’ emigrazione. Tale candidatura si conforma perfettamente a quanto ipotizzato da Ulderico Bernardi che vorrebbe tale museo in “una villa veneta pubblica dove racchiudere storie di successo, un auditorium, una cineteca , una videoteca, una biblioteca”. E alla villa ci sono spazi più che sufficienti per realizzare tutto questo, compreso un auditorium straordinario nella rotonda.

Secondo Bernardi è pure importante che ci sia una area esterna, da chiamare “orto del mondo” , dove coltivare tutte le piante che gli emigranti hanno portato in Veneto. E al Papadopoli abbiamo suggestivi spazi aperti e perfino una serra da riattivare alla bisogna! Ricordiamo poi che il comprensorio vittoriese ha una importante storia di emigrazione, dalla quale son scaturiti i gemellaggi con Sao Caetano e Criciuma; una storia cominciata con la crisi dell’economia locale nella seconda metà dell’800. Vittorio ha inoltre ha una spiccatissima sensibilità e tradizione museale, è in posizione geografica baricentrica nel triveneto e ha l’enorme problema di riuscire a salvare e rivitalizzare quel gioiello storico- ambientale che è la fatiscente Villa Papadopoli. E come non ricordare, per associazione d’idee, l’annuale e sempre partecipatissimo raduno dei “trevisani nel mondo” nel vicino Cansiglio?”

Fin qui Sac.

 

Ma il governatore Luca Zaia decelera. “La richiesta sarebbe la centesima che arriva in regione - spiega -. Il Veneto è disseminato di ville, anche palladiane, che dovrebbero essere recuperate. Il problema è che non ci sono soldi. Ci vorrebbe un impegno finanziario pauroso per recuperare strutture del genere, e le risorse scarseggiano. Meglio orientarsi su un capannone dismesso, un esempio di protoindustrializzazione. Meglio recuperare quello e investire i soldi in progetti di educational piuttosto che in restauri costosissimi. Se fossimo in un paese civile se podarie dar residenza fiscale agli stranieri e consentire loro di investire nel recupero di immobili di pregio, ma qui siamo in pieno decadentismo.”

 


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