05 aprile 2020

Vittorio Veneto

Vigneto vicino all'asilo, la deputata Cunial attacca: "Basta intimidazioni, sia fatta rispettare la legge"

La deputata del Gruppo Misto Sara Cunial interviene sulla questione del vigneto vicino all'asilo di San Giacomo a Vittorio Veneto

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Vigneto vicino all'asilo, la deputata Cunial attacca:

VITTORIO VENETO - “Quella che poteva essere una vittoria per tutti rischia di trasformarsi in una guerra grottesca. Con la sentenza del Tar del Veneto, che nei giorni scorsi si è espresso sulla questione del vigneto sorto accanto all’asilo di San Giacomo, imponendo alla proprietà di firmare una convenzione con il Comune o di procedere all'espianto, si poteva chiudere una triste vicenda che ancora una volta metteva di fronte gli interessi privati al Bene Comune. Purtroppo invece di procedere con un accordo di buon senso, l’azienda preferisce attaccare quei genitori che hanno in questi mesi hanno deciso di difendere la salute e il futuro dei loro figli”: ad affermarlo è la deputata del Gruppo Misto Sara Cunial, attraverso una nota diramata questa mattina

 

“Ora è importante che chi è chiamato a mettere in pratica quanto predisposto dal giudice non faccia nessuno sconto a chi, in maniera illecita, facendosi beffa delle leggi e ignorando le varie ordinanze comunali e i vari solleciti all’interruzione, ha continuato a lavorare in tutti questi mesi. Sarebbe infatti inammissibile sottostare ai ricatti e alle intimidazioni di chi, confermato dal Tar, ha piantumanto in zona non idonea – continua Cunial – Anche la Regione Veneto è tempo che prenda coscienza non solo del disastro permesso a danno della propria terra ma anche dell'urgenza di un cambio di rotta e di una ferma condanna a un modello agricolo fallimentare sotto tutti i punti di vista: sanitario, sociale ed economico. Le alternative ci sono e sono già realtà ma vanno legittimate e incentivate con una normativa valida per tutti i Comuni – conclude Cunial – è inutile lasciare ampia autonomia ai sindaci se poi questi si trovano le mani legate in quanto i loro provvedimenti possono essere impugnati da chiunque. Solo una legge regionale potrebbe risolvere definitivamente la questione. Servono risposte e servono adesso”.

 

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