29 marzo 2020

Vittorio Veneto

Vigneto vicino all'asilo: "Il comitato dei genitori ha diffamato il nostro nome, procederò con delle querele"

L'annuncio di Loris Camerin, titolare della tenuta agricola San Martino

| Claudia Borsoi | commenti |

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Vigneto vicino all'asilo:

VITTORIO VENETO - «In questi mesi il comitato dei genitori dei bambini dell’asilo ha diffamato il nostro nome e già oggi, con il mio avvocato, procederò con delle querele. Fino ad ora sono stato buono e ragionevole. Ora basta».

 

A parlare è Loris Camerin, titolare della tenuta agricola San Martino, l’azienda che due anni fa all’asta ha acquistato il terreno di via San Fermo, circa 20mila metri quadrati, e messo a dimora le barbatelle di glera. Poco più della metà di quel terreno ricade in area urbanisticamente classificata come zona F e per la quale ora, come da sentenza del Tar del Veneto, dovrà essere siglata una convenzione con il comune per le modalità di gestione del vigneto di prosecco docg pena l’espianto.

 

«Troveremo sicuramente un accordo con il sindaco Miatto» dice Camerin che ancora non ha deciso se impugnare o meno la sentenza del Tar al Consiglio di Stato. L’imprenditore agricolo intende tutelare i propri diritti. «Ricordo che prima di acquistare questo terreno abbiamo mandato due mediatori e un geometra in Comune per capire se su questo terreno poteva essere piantumato un vigneto. E la risposta che abbiamo ricevuto è stato un sì, a patto ovviamente che rispettassimo il Regolamento di polizia rurale. Cosa che abbiamo fatto. Senza quel sì, di sicuro non l’avrei mai comprato» sottolinea.

 

Camerin sarà ricevuto dal sindaco già nei prossimi giorni. E i suoi propositi sono quelli di dialogare per trovare la quadra sulla convenzione che, ribadisce, «è tra la mia azienda e il comune, i genitori non centrano niente». I genitori, quanto alla convenzione, hanno sollecitato ad esempio l’impiego di cooperative sociali per garantire la natura pubblicistica dell’accordo. «Non ho problemi a farlo, se è a parità di prezzo di un’altra ditta» dice Camerin, che poi aggiunge: «Siamo gli unici in Italia a dover fare una convenzione con il Comune e non si capisce il perché». Nel caso in cui si arrivasse a far espiantare il vigneto, l’imprenditore si dice pronto a chiedere i danni al comune, cioè la differenza del valore tra il terreno oggi adatto a prosecco docg e un semplice terreno agricolo.

 

La vicenda del vigneto sorto a lato dell’asilo di San Giacomo scoppiava giusto un anno fa: prima l’aratura del terreno, poi la posa dei pali, della siepe quindi l’arrivo barbatelle. «Il vigneto è stato fatto a norma di legge come da Regolamento di polizia rurale in vigore. Che poi loro abbiano tentato di modificarlo per quattro voti, questo è un altro discorso. Sono sicuro che, se a Vittorio Veneto lo scorso anno non ci fossero state le elezioni (comunali ndr), tutta questa cosa non sarebbe scoppiata» afferma. E se tornasse indietro, lo riacquisterebbe questo terreno? «A Vittorio Veneto non prenderei più nemmeno uno spritz» dice l’imprenditore.

 



Claudia Borsoi

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