16 ottobre 2021

Treviso

Vigneti, Treviso è leader regionale per superficie vitata

Nella provincia di Treviso la superficie vitata in produzione è di 40.279 ettari

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Vigneti, Treviso è leader regionale per superficie vitata

TREVISO - Con la riapertura della ristorazione in tutto il mondo e la ripresa delle esportazioni si stima un fatturato superiore agli 11 miliardi per il vino italiano nel 2021. E’ quanto emerge da una stima di Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Assoenologi-Ismea-Uiv che confermano le previsioni quantitative di inizio vendemmia della maggiore organizzazione agricola.

 

“Una ripresa evidente che sta interessando positivamente le nostre imprese agricole – commenta Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso – con l’auspicio che tutta la filiera, a partire dai nostri valorosi e capaci viticoltori, abbia sempre questa soddisfazione”.

 

"Il Veneto fa la sua parte – commenta Coldiretti – con i primati raggiunti in termini di qualità e di produzione a denominazione con il Prosecco che traina i consumi interni e le esportazioni portando l’Italia ad essere leader mondiale davanti a Spagna e Francia. In questo quadro il Veneto, si conferma con i suoi circa 100mila ettari di vigne di cui quasi l’80% a DOCG e DOC, uno dei principali produttori mondiali e quarta potenza per valore delle esportazioni. Nella provincia di Treviso la superficie vitata in produzione è di 40.279 ettari (fonte: Veneto agricoltura su dati 2020 Regione Veneto e Istat)".

 

"La crescita dell’export – commenta l’Osservatorio Vitivinicolo di Coldiretti - sta consolidando il ruolo della nostra regione nel panorama Italiano. La riduzione del 3,3% registrata nel 2020 sarà sicuramente colmata quest’anno. Le stime – continuano i tecnici - riportano il Veneto in linea con le previsioni di crescita pre-Covid, verso i 2,5 miliardi di euro di fatturato con le vendite all’estero”.

 

"L’elemento che caratterizza maggiormente la nuova stagione del vino italiano – continua la Coldiretti – è l’attenzione verso la sostenibilità ambientale, le politiche di marketing, anche attraverso l’utilizzo dei social, e il rapporto con i consumatori, con i giovani vignaioli che prendono in mano le redini delle aziende imprimendo una svolta innovatrice. Le aziende agricole dei giovani possiedono peraltro una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più. A preoccupare – sottolinea Coldiretti – sono anche le nuove politiche europee come la proposta di mettere etichette allarmistiche sulle bottiglie per scoraggiare il consumo o anche il via libera dell’Unione Europea a nuove pratiche enologiche come la dealcolazione parziale e totale che secondo la Coldiretti rappresenta un grosso rischio ed un precedente pericolosissimo permettendo di chiamare ancora vino un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di un trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino. Particolarmente grave – conclude la Coldiretti – è la decisione di considerare i vini de-alcolati e parzialmente de-alcolati come prodotti vitivinicoli e di consentire tale pratica anche per i vini a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta".

 



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