13 luglio 2020

Castelfranco

In vetrina il Duce appeso a testa in giù, libreria nella bufera

Presa di posizione dell’assessore regionale Donazzan contro la Ubik di Castelfranco

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CASTELFRANCOÈ polemica sulla decisione della libreria Ubik di appendere al contrario in vetrina per il 25 Aprile un libro con in copertina la foto di Mussolini. Un gesto che avrebbe provocato la reazione dell’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan. A riportare la notizia è il quotidiano Il Gazzettino.

 

Il libro in questione è il libro su Mussolini scritto da Renzo De Felice. La titolare della libreria ha utilizzato un cordino per appenderlo al contrario, facendo risultare così l’immagine del Duce a testa in giù.

 

“Il tema delle persone appese (o da appendere) per i piedi è molto caro alla titolare della libreria – ha dichiarato Elena Donazzan –. Lo dimostrano la pubblicazione di fotografie di persone capovolte e la condivisione di frasi come ‘così ci piacciono’”.

 

Ma la titolare della libreria Ubik Clara Abatangelo replica: “Capovolgere un libro o fotografie di persone violente è un modo per far riflettere, in questo caso sugli errori del fascismo, che si combatte con i libri appesi, invitando tutti a leggere e conoscere la storia per andare avanti”.

 

“È incredibile – ha affermato ancora Donazzan – che nella vetrina di una libreria appaia un compiaciuto richiamo ad un episodio che disgustò gli stessi vertici della Resistenza e in cui si diede sfogo ai più bassi istinti animaleschi contro dei cadaveri, compreso quello di una donna, ma si sa che il tema della violenza di genere in questi casi è irrilevante”.

 

“Dopo aver capovolto il libro sono stata espulsa da più gruppi Facebook di Castelfranco, il mio era un messaggio contro la violenza”, ha dichiarato ancora la titolare della libreria Ubik al quotidiano. “Il lavoro di una libreria è proprio questo, aprire al confronto, ri- spettare la libertà di pensiero. E invece su Facebook mi sono trovata davanti a centinaia di com- menti con la benzina sul fuoco. Spiegherò che un libro appeso al contrario non è poi tanto diverso da un fascista con i piedi per terra”.

 



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