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27 gennaio 2022

Treviso

La vespa samurai scende in campo nella Marca contro la cimice asiatica

Saranno rilasciate nei frutteti con due lanci previsti: cento femmine e dieci maschi

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

vespa samurai

TREVISO - La vespa samurai è pronta a scende in campo per combattere la cimice asiatica. Partiranno a breve nella Marca le azioni di contrasto alla cimice asiatica, l’Halyomorpha Halys, questo il nome scientifico, con il lancio delle micro-vespe samurai nelle zone frutticole della Provincia di Treviso.

Alla presenza di Alberto Pozzebon, docente di Entomologia generale al Dafnae-Università di Padova, saranno rilasciati nei frutteti piccolissimi imenotteri, di massimo 2 millimetri di grandezza, con due lanci previsti: cento femmine e dieci maschi, contro l’insetto alieno arrivato dalla Cina. “In pratica - spiega Condifesa Treviso - con la loro azione, le vespe samurai parassitizzano le uova della cimice, deponendo le sue uova all’interno: da qui si sviluppano delle larve della vespa samurai che si nutrono dell’embrione di cimice asiatica in pratica eliminandola. Alla conclusione dello sviluppo larvale esce una vespa samurai e non una cimice”.

Mele rovinate dalal cimice asiatica

Un problema contro il quale Condifesa TVB, con le sue oltre 10mila imprese associate, con il presidente Valerio Nadal ed il direttore Filippo Codato si è ben “attrezzato” attraverso la messa in campo di idonei strumenti per la gestione del rischio, visto che l’insetto alieno nella Marca ha causato danni per alcune decine di milioni. Non usa mezzi termini il presidente del Condifesa Valerio Nadal nell’analizzare il problema che interessa centinaia di agricoltori: “Si tratta di una vera e propria calamità, visto che i danni nella nostra regione arrivano a cento milioni e a livello nazionale sono stimati fino ad oggi in 600 milioni. Siamo pronti come soggetto unico (assieme al Condifesa di Trento) che ha chiesto il riconoscimento al Ministero dell’Agricoltura (MIPAAF) per la gestione di fondi mutualistici a contribuzione pubblica già dal 2019. Pensiamo che il fondo con un meccanismo di forte coinvolgimento delle imprese agricole nella corresponsabilizzazione e monitoraggio del problema ad oggi possa essere un tassello utile per non far scoraggiare e chiudere le aziende colpite”.

“Nell’attuale quadro di estrema gravità ma anche di incertezza nell’evoluzione del problema - aggiunge il direttore Codato - l’attivazione di un fondo mutualistico agevolato con risorse pubbliche e compartecipato dagli agricoltori, potrebbe dare una compensazione se pur parziale alle imprese agricole. In prospettiva (3-5 anni) l’adozione di sistemi di protezione fisica (reti antinsetto) abbinate alla diffusione del parassitoide e all’attuazione di tutte le buone pratiche necessarie porterà ad un contenimento dei danni e a quel punto il fondo potrà dare risposte più puntuali e decisive alle aziende colpite”.

 



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Isabella Loschi

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