15 maggio 2021

Treviso

Il vescovo Tomasi:"Ora pensiamo alle vite da difendere, l'economia si riprenderà"

Il messaggio del vescovo di Treviso alla messa dei popoli con le comunità dei fedeli immigrati di lingua straniera

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

messa dei popolo

Il vescovo in Cattedrale ieri alla messa dei Popoli

TREVISO - “Ispiriamoci ai Magi mettiamoci in cammino, appassionati della vita dei fratelli e delle sorelle, adoriamo Gesù, portiamo doni” - è l’invito del vescovo di Treviso, Michele Tomasi - Condividiamo la nostra vita e il nostro tempo, condividiamo le nostre risorse, le nostre capacità, i nostri beni. Viviamo la vera solidarietà che aiuti chi fa fatica. Perché anche le vite dei poveri e di coloro che poveri stanno diventando vanno protette e salvate, e beni da condividere ne abbiamo ancora. Non ci sono ragioni della salute e ragioni dell’economia da contrapporre”. Queste le parole del vescovo Tomasi ieri in Cattedrale, durante la celebrazione eucaristica internazionale, nella solennità dell’Epifania.

Alla celebrazione hanno preso parte le rappresentanze delle comunità dei fedeli immigrati di lingua straniera presenti in Diocesi,
con i sacerdoti che li seguono: la comunità ghanese, nigeriana, francofona, polacca, ucraina, romena, brasiliana, filippina e la comunità latinoamericana di lingua spagnola. Presenti anche il sindaco di Treviso, Mario Conte, e altri rappresentanti della giunta e del consiglio comunale. Una celebrazione ricca di colori, di canti, di letture e preghiere in molte lingue diverse.

Nell’omelia il vescovo ha ricordato il significato di quanto proclamato dal diacono, al termine dell’annuncio delle festività dell’anno, e cioè che “Gesù è davvero Signore del tempo e della storia, è presente nella nostra storia, in quella grande delle nazioni e in quelle di ciascuno di noi, della nostra famiglia, della nostra comunità”, nelle situazione belle e gioiose, ma anche “in questo periodo così lungo e faticoso. Quello delle regole del nostro convivere civile, soprattutto quello delle cifre dei contagi, dei ricoveri, degli ammalati, dei morti”.

“In attesa che venga anche il tempo della diffusione e dell’efficacia dei vaccini le vite da difendere sono però quelle di adesso, e le persone da aiutare sono quelle bloccate per la malattia o per la paura. La ripresa dell’economia verrà. E verrà se adesso vivremo la vera solidarietà che aiuti ora chi fa fatica. Perché anche le vite dei poveri e di coloro che poveri stanno diventando vanno protette e salvate, e beni da condividere ne abbiamo ancora. Non penso che ci siano ragioni della salute e ragioni dell’economia da contrapporre, ma soltanto un tempo che ci accomuna tutti, in cui dobbiamo credere di essere fratelli e sorelle, tutti. La contrapposizione vera è tra le ragioni della fraternità e quelle dell’egoismo”.

“Ispiriamoci ai Magi – l’invito del vescovo -. Rimettiamoci in cammino, lasciandoci guidare dalla stella che è l’essere appassionati della vita e del bene dei fratelli e delle sorelle”, imparando da Maria e Giuseppe “a prenderci cura gli uni degli altri”.

 


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