23 aprile 2021

Treviso

VERSO L'8 MARZO La pandemia penalizza le donne che lavorano

Un monitoraggio delle Acli di Treviso evidenzia che l'occupazione femminile è intessuta di disparità di genere

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

VERSO L'8 MARZO La pandemia penalizza le donne che lavorano

TREVISO - Su 101 mila nuovi disoccupati, 99 mila sono donne: dati Istat dicembre 2020. Per il resto, salari non riconosciuti, mancati avanzamenti di carriera, livelli occupazionali inferiori, carichi familiari. Anche nella Marca la situazione dell’occupazione femminile è intessuta di disparitá di genere, amplificate dalla pandemia in atto fino a diventare vere e proprie disuguaglianze sociali. Affaticate dalla complicata e spesso impossibile “conciliazione” famiglia- lavoro; dispiaciute per dover rinunciare ad un impiego per dedicarsi ad un figlio appena nato; arrabbiate e con la percezione di vivere situazioni di pregiudizio, disuguaglianza; rammaricate per non essere ancora riuscite a trovare spazio nei contesti di lavoro dove poter “fare la differenza”: si sono contate numerose le donne che nell’ultimo periodo si sono rivolte al patronato Acli per pratiche di disoccupazione, dimissioni volontarie, analisi della bustapaga.

“Il calo di partecipazione delle donne al mercato del lavoro (che si stima attorno al -5%), congiuntamente al differente tasso di occupazione rispetto all’uomo (piu basso di 15 punti percentuali nella nostra provincia) dipendono da molti fattori – spiega Chiara Pozzi dell’Ufficio Lavoro del Patronato Acli -. La maggior parte dei settori in cui le donne sono occupate sono anche i piu vulnerabili e colpiti dalla pandemia, per esempio tutto il non profit o i servizi alla persona”. Si aggiungano i provvedimenti di chiusura delle scuole: non solo la cura dei figli e di fatto principalmente in carico alla donna, ma il reddito percepito dalle madri e tipicamente inferiore rispetto a quello dei padri e dunque la preclusione o la limitazione della regolare attivita lavorativa da parte delle donne sembra quasi un atto logico. “In tante ci raccontano che laddove lo smart working e stato possibile, si e sovrapposto agli impegni domestici e annullato la separazione temporale tra vita domestica e vita lavorativa – prosegue Pozzi -. La conciliazione e principalmente demandata ancora alle donne”.

E in occasione dell’8 marzo le Acli hanno organizzato due incontri tecnici informativi gratuiti: il primo – il 10 marzo alle ore 20.30 su piattaforma zoom - fa il punto sui diritti e le tutele dei genitori al rientro al lavoro dopo la nascita di un figlio; il secondo – il 17 marzo sempre alle ore 20.30 in modalita online - mette al centro i bonus e le misure di sostegno alla genitorialita attualmente attive, anche in previsione dell’assegno unico per figlio. (Informazioni sui codici di accesso sul sito www.aclitreviso.it). “Il rientro al lavoro resta con mille difficolta – conclude Alessandro Pierobon, presidente provinciale Acli -. Nuova organizzazione familiare, gestione di stereotipi di ogni tipo, fatica nella concessione del part-time sono tutti motivi di forte frustrazione che ogni giorno raccogliamo ai nostri uffici. Ora, in attesa di capire se con nuove misure di contenimento le scuole chiuderanno, sollecitiamo il necessario reintegro del congedo indennizzato perché non si possono scaricare ancora sulle famiglie i costi e le conseguenze di questa pandemia”.

 


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