08 aprile 2020

Vittorio Veneto

I veri partigiani "dimenticati" durante le celebrazioni del 25 aprile e la visita di Mattarella a Vittorio Veneto

La denuncia dell'Anpi vittoriese

| Roberto Silvestrin | commenti |

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I veri partigiani

VITTORIO VENETO - Gli ultimi partigiani, pur presenti in carne ed ossa, “dimenticati” durante le celebrazioni del 25 aprile. La critica arriva nientemeno che dall’Anpi di Vittorio Veneto, attraverso la presidente Chiara Marangon. Al centro della denuncia dell’associazione c’è il “caso” di quattro partigiani, invitati al Teatro Da Ponte durante la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

Si tratta di Leda Azzalini, partigiana combattente del Gruppo Comando di Vittorio Veneto, di Angelo Santacroce, della Brigata Mazzini, di Giacomo Coppe, della Brigata Tollot, e di Rino Strazzer, staffetta partigiana. “Sono stati invitati dai responsabili del cerimoniale del comune – dichiara Marangon -. Hanno accettato volentieri l'invito nonostante le difficoltà oggettive, visti l'età e lo stato di salute. Solo all'ultimo momento, dopo varie trattative, è stato concesso ai familiari di accompagnarli, in caso contrario non sarebbe stato possibile farli accedere”.

 

Ma il problema riguarda lo svolgimento delle celebrazioni: “Alla fine della cerimonia ci si è resi conto che la loro presenza in teatro era stata completamente ignorata, se non per la gentile e doppia stretta di mano del Presidente Mattarella e di poche altre autorità – continua Marangon -. Nessuno li ha citati negli interventi che si sono succeduti: si è parlato della Resistenza e dei suoi protagonisti, ma a loro, partigiani in carne ed ossa seduti di fronte agli oratori, non è stato concesso neppure un applauso. Che senso ha avuto invitarli? L'essere stati ammessi alla presenza del Capo dello Stato come gratificazione? Non avrebbe dovuto essere il contrario, visto che tutti loro erano presenti quando, dopo mesi di sofferenze, Vittorio Veneto è stata liberata? Davvero un rigido cerimoniale può essere sufficiente a giustificare tale scorrettezza e mancanza di sensibilità? Con amarezza l'Anpi constata, ancora una volta, come spesso le affermazioni di principio che con enfasi vengono asserite non trovino poi riscontro nelle scelte e nelle azioni che si compiono”.

 



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Roberto Silvestrin

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