09 agosto 2020

Treviso

Il Veneto non è un paese di immigrazione, ma di emigrazione

109mila i trevigiani che hanno deciso di cercare fortuna all'estero

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Il Veneto non è un paese di immigrazione, ma di emigrazione

TREVISO - Dal 2006 al 2016 la mobilita italiana e' aumentata del 54,9% passando da poco piu di 3 milioni di iscritti all'Aire (l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero) a oltre 4,8 milioni. Sono alcuni dei dati inseriti nell'edizione 2016 del Rapporto Italiani nel Mondo elaborato da Migrantes e presentato ieri alla Facoltà Teologica del Triveneto di Padova. Per quanto riguarda le aree di provenienza negli anni si e' assistito ad un abbassamento dei valori percentuali del Sud Italia (Campania, Lazio e Calabria principalmente) a favore del Nord del Paese (in particolare Lombardia e Veneto).

 

Al primo posto nella classifica dei territori di provenienza per numero di partenze compare la Lombardia con 20mila partenze seguita dal Veneto (10 mila), dalla Sicilia (9,8 mila) e dal Lazio (8,4 mila). I migrati sono principalmente uomini (56%) e hanno tra i 18 e i 34 anni (36%). Da gennaio a dicembre 2015 hanno trasferito la loro residenza all'estero per espatrio 107 mila persone (piu 6,2%). I trevigiani che vivono all'estero, dove hanno deciso di andare a cercare fortuna come i loro nonni, sono oltre 109mila. I Veneti sono 371.348.

 

"Il Veneto non è piu un paese di immigrazione ma di emigrazione. Nel 2015 in Veneto si èregistrato un piu 5,7% di emigrati rispetto al 2014 a fronte di un meno 0,6% di immigrati. Così per i richiedenti asilo che in Veneto sono 8 mila a fronte dei 10.700 partiti. La Regione non è piu attrattiva cosi' come l'Italia stessa". L'ha detto monsignor Giancarlo Perego, direttore generale di Migrantes, presentando a Padova alla Facoltà Teologica del Triveneto l'edizione 2016 del Rapporto Italiani nel Mondo. "Cosi' anche a livello nazionale dove abbiamo negli ultimi dieci anni 5 milioni di immigrati e 4,8 emigrati, un quadro di sostanziale parità - ha poi aggiunto - C'è una mobilita in entrata ma anche in uscita e l'Itala sta tornando ad essere un paese di emigrazione come alla fine degli anni '60. E forse questo e' il dato che in questo periodo storico no stiamo sottolineando abbastanza".

 

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