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27 novembre 2021

Nord-Est

In vendita 200 chili di cibo per animali scaduto nel 2019

Maxi operazione della Guardia di Finanza che in diversi Comuni ha sequestrato in totale 170.000 prodotti abusivi

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

l'operazione

VENEZIA - La Guardia di Finanza di Venezia, nel corso delle attività di controllo economico che interessano giornalmente l’intero territorio della provincia, ha sequestrato centinaia di migliaia di articoli in violazione del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), commercializzati in assenza delle prescritte indicazioni di tracciabilità, sicurezza e qualità dei prodotti e, quindi, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.

I “baschi verdi” della Compagnia Pronto Impiego di Venezia hanno rinvenuto, presso esercizi commerciali situati a Mestre, San Donà di Piave e Concordia Sagittaria, gestiti da imprenditori di etnia straniera, circa 60.000 articoli per la pesca, per la casa e natalizi, già posti in vendita sugli scaffali ma privi delle informazioni relative alla denominazione merceologica, all’identificazione dell’importatore, alla presenza di materiali o sostanze eventualmente pericolose o nocive per la salute dei consumatori. In un negozio sono stati anche sequestrati 200 kg di cibo per animali, scaduto addirittura dal 2019.

A Concordia Sagittaria, le fiamme gialle del Gruppo di Portogruaro hanno individuato 2.339 articoli di varia tipologia privi delle indicazioni previste, mentre a Cavarzere, la Compagnia di Chioggia ha scoperto 6.900 articoli di Halloween e 8.850 metri di carta plastificata decorativa e tappeti.

Anche nell’area portuale lagunare, il II Gruppo di Venezia, a seguito di mirate analisi di rischio delle merci in ingresso, ha eseguito decine di controlli che hanno portato al sequestro di 17.106 paia di scarpe provenienti dalla Grecia e di 83.343 capi di abbigliamento femminili, del tipo pullovers, privi delle indicazioni di identità ed estremi del produttore.

Tutti i prodotti individuati sono stati sequestrati ed i responsabili sono stati segnalati alla Camera di Commercio di Venezia per l’applicazione delle conseguenti sanzioni.

 



Gianandrea Rorato

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