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03 dicembre 2021

Treviso

VARIANTE PARCO DEL SILE: LE 12 OSSERVAZIONI DI UN’ALTRA TREVISO

Mirra e Calesso, pur sapendo che i giochi sono già fatti, vogliono dire ai cittadini chi veramanente vuole tutelare fiume e ambiente

| Laura Tuveri |

| Laura Tuveri |

VARIANTE PARCO DEL SILE: LE 12 OSSERVAZIONI DI UN’ALTRA TREVISO

TREVISO - Domani in commissione urbanistica verranno discusse le osservazioni alla variante del Parco del Sile, anche in riferimento ai mulini Mandelli. 12 le osservazioni alla variante n. 30 per salvare il Sile fatte pervenire da Un’Altra Treviso.

Oggi, martedì 20 luglio, Luigi Calesso e Anna Mirra le anno presentate. “Si tratta di osservazioni con cui compiamo un ulteriore tentativo di salvare il Sile dalla cementificazione delle sponde, riprendendo la questione dei Mulini Mandelli (su cui ci battiamo da anni) ed alcune delle questioni emerse anche durante il Consiglio comunale di approvazione della variante” spiegano i due attivisti.

Le prime tre osservazioni sono “pregiudiziali”. Con la prima e la seconda richiediamo l’annullamento della variante in quanto l’emendamento alla variante al Piano ambientale del Parco relativo agli ex-Mulini Mandelli è stato presentato direttamente in Consiglio regionale, dicono Calesso e Mirra, senza che i cittadini abbiano potuto prenderne visione prima dell’approvazione da parte del Consiglio e perché nel verbale della deliberazione di Consiglio Comunale di approvazione della variante è completamente assente il dibattito ed il voto relativo alla questione pregiudiziale presentata da alcuni consiglieri comunali e ciò costituisce una grave carenza di informazione per i cittadini.

Con la terza viene richiesta che venga stralciata dalla deliberazione di approvazione della variante la parte seguente: “Confermare come parrebbe dalla cartografia della variante regionale se il perimetro di Piano attuativo (ambito n. 6) denominato Molini Mandelli dovrà comprendere: gli edifici storici e deturpanti, il sedime del canale Storga, oltre all’area E1S1 posta ad ovest, a confine di via Fratelli Benvenuto, così come meglio specificato nell’allegata cartografia”.

Secondo gli attivisti tale punto, infatti, potrebbe consentire l’estensione dell’area ad “urbanizzazione controllata” del comparto ex-Mulini Mandelli rispetto a quanto deliberato dal Consiglio regionale in sede di approvazione della Variante al Piano Ambientale del Parco del Sile. Calesso e Mirra dicono che con le osservazioni alle schede d’ambito e alle schede attività produttive in zona impropria propongono che non vengano modificate in “edificabili” le destinazioni d’uso di alcuni ambiti (via Plinio il Vecchio e “Ai Burci”, che venga arretrata di 10 metri dalla riva del fiume l’edificazione nei due ambiti degli ex-mulini di Canizzano e che venga ridotta la cubatura negli ambiti di via Ferretton, via Pasteur e via Gredi.

Con le osservazioni relative agli ex-Mulini Mandelli propongono che il recupero edilizio e la nuova edificazione debbano rispettare i seguenti parametri. In pratica che la volumetria esistente debba essere informata al recupero filologico dei volumi sia pertinenziali che destinati ad attività molitoria e di stoccaggio delle granaglie, che rivestono carattere di architettura rurale di interesse storico e di archeologia industriale; che la volumetria di nuova costruzione nei limiti previsti dalle Nta per disposizione planimetrica dovrà essere interna ai perimetri indicati con le lettere A e B della planimetria allegata; che l'altezza dei nuovi volumi non potrà in nessun caso superare la maggiore delle altezze degli volumi esistenti concessi in demolizione con limite massimo di 10 metri; che la progettazione dovrà dialogare in modo armonico e rispettoso del pregio dell'area con i volumi esistenti.

Un’Altra Treviso è anche preoccupata che l’ambito in cui realizzare le cubature previste sia limitato, in una prima ipotesi, a quello attualmente occupato dagli ex-mulini e dai retrostanti capannoni industriali (come da planimetria) e, nella seconda ipotesi, all’ambito attualmente occupato dagli ex-mulini e dai retrostanti capannoni industriali e ad una zona a ridosso di quella già urbanizzata all’imbocco della strada che portava dalla viabilità principale alla dogana (come da planimetria).

“Siamo pienamente consapevoli che le osservazioni si scontreranno con la determinazione politica già dimostrata dalla maggioranza consiliare – concludono Mirra e Calesso - nel non voler modificare le previsioni della variante nei punti da noi indicati, ma speriamo che le nostre proposte offrano materiale per un approfondito dibattito in Consiglio.

Siamo certi, comunque, che serviranno per far capire ai cittadini (sulla base del voto che verrà espresso in Consiglio) quali sono le forze politiche che vogliono veramente tutelare il territorio del Parco del Sile dalla speculazione e quali invece, non hanno nessuna intenzione di farlo.

TREVISO - Domani in commissione urbanistica verranno discusse le osservazioni alla variante del Parco del Sile, in riferimento ai mulini Mandelli. 12 le osservazioni alla variante n. 30 per salvare il Sile fatte pervenire da Un’Altra Treviso. Oggi, martedì 20 luglio, Luigi Calesso  (in foto) e Anna Mirra le anno presentate.

“Si tratta di osservazioni con cui compiamo un ulteriore tentativo per salvare il Sile dalla cementificazione delle sponde, riprendendo la questione dei Mulini Mandelli (su cui ci battiamo da anni) ed alcune delle questioni emerse anche durante il Consiglio Comunale di approvazione della variante” spiegano i due attivisti.

Le prime tre osservazioni sono “pregiudiziali”. Con la prima e la seconda richiediamo l’annullamento della variante in quanto l’emendamento alla variante al Piano ambientale del Parco relativo agli ex-Mulini Mandelli è stato presentato direttamente in Consiglio regionale, dicono Calesso e Mirra, senza che i cittadini abbiano potuto prenderne visione prima dell’approvazione da parte del Consiglio e perché nel verbale della deliberazione di Consiglio comunale di approvazione della variante è completamente assente il dibattito ed il voto relativo alla questione pregiudiziale presentata da alcuni consiglieri comunali e ciò costituisce una grave carenza di informazione per i cittadini.

Con la terza viene richiesta che venga stralciata dalla deliberazione di approvazione della variante la parte seguente: “Confermare come parrebbe dalla cartografia della variante regionale se il perimetro di Piano attuativo (ambito n. 6) denominato Molini Mandelli dovrà comprendere: gli edifici storici e deturpanti, il sedime del canale Storga, oltre all’area E1S1 posta ad ovest, a confine di via Fratelli Benvenuto, così come meglio specificato nell’allegata cartografia”.

Secondo gli attivisti tale punto, infatti, potrebbe consentire l’estensione dell’area ad “urbanizzazione controllata” del comparto ex-Mulini Mandelli rispetto a quanto deliberato dal Consiglio regionale in sede di approvazione della Variante al Piano Ambientale del Parco del Sile. Calesso e Mirra dicono che con le osservazioni alle schede d’ambito e alle schede attività produttive in zona impropria propongono che non vengano modificate in “edificabili” le destinazioni d’uso di alcuni ambiti (via Plinio il Vecchio e “Ai Burci”, che venga arretrata di 10 metri dalla riva del fiume l’edificazione nei due ambiti degli ex-mulini di Canizzano e che venga ridotta la cubatura negli ambiti di via Ferretton, via Pasteur e via Gredi.

Con le osservazioni relative agli ex-Mulini Mandelli propongono che il recupero edilizio e la nuova edificazione debbano rispettare i seguenti parametri. In pratica che la volumetria esistente debba essere informata al recupero filologico dei volumi sia pertinenziali che destinati ad attività molitoria e di stoccaggio delle granaglie, che rivestono carattere di architettura rurale di interesse storico e di archeologia industriale; che la volumetria di nuova costruzione nei limiti previsti dalle Nta per disposizione planimetrica dovrà essere interna ai perimetri indicati con le lettere A e B della planimetria allegata.

Chiedono, inoltre, che l'altezza dei nuovi volumi non potrà in nessun caso superare la maggiore delle altezze degli volumi esistenti concessi in demolizione con limite massimo di 10 metri; che la progettazione dovrà dialogare in modo armonico e rispettoso del pregio dell'area con i volumi esistenti.

Un’Altra Treviso è anche preoccupata che l’ambito in cui realizzare le cubature previste sia limitato, in una prima ipotesi, a quello attualmente occupato dagli ex-mulini e dai retrostanti capannoni industriali (come da planimetria) e, nella seconda ipotesi, all’ambito attualmente occupato dagli ex-mulini e dai retrostanti capannoni industriali e ad una zona a ridosso di quella già urbanizzata all’imbocco della strada che portava dalla viabilità principale alla dogana (come da planimetria).

“Siamo pienamente consapevoli che le osservazioni si scontreranno con la determinazione politica già dimostrata dalla maggioranza consiliare – concludono Mirra e Calesso - nel non voler modificare le previsioni della variante nei punti da noi indicati, ma speriamo che le nostre proposte offrano materiale per un approfondito dibattito in Consiglio.

Siamo certi, comunque, che serviranno per far capire ai cittadini (sulla base del voto che verrà espresso in Consiglio) quali sono le forze politiche che vogliono veramente tutelare il territorio del Parco del Sile dalla speculazione e quali invece, non hanno nessuna intenzione di farlo.

 



Laura Tuveri

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