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03 dicembre 2021

Montebelluna

Vandali al Ponte di Bassano, nei guai cinque ragazzi di Montebelluna e Giavera

Il gruppo, tra i 19 e 21 anni, contava anche un giovane vicentino. Scoperti con il sistema di videosorveglianza.

| Angelo Giordano |

| Angelo Giordano |

Vandali al Ponte di Bassano, nei guai cinque ragazzi di Montebelluna e Giavera

MONTEBELLUNA - Ha fatto scalpore, e non poteva essere altrimenti. Il ponte di Bassano è un simbolo non solo della città ma di tutto il Veneto.

E dunque dopo la chiusura per permettere la riqualificazione di un vero e proprio monumento alla memoria, l'atto vandalico di cui è stato oggetto non è certo passato inosservato, anzi.

Da quando sono state scoperte le scritte sul ponte di Bassano, sabato sera, alla denuncia non sono passate nemmeno 48 ore: nei guai un gruppetto di giovani tra i 19 e i 21 anni. Cinque sono residenti nella Marca, quattro a Montebelluna e uno a Giavera del Montello. Con loro c’era anche un ragazzo vicentino di Rossano Veneto.

Due di loro hanno imbrattato il ponte con delle scritte. Mentre gli altri quattro guardavano poco lontano. Oltre alle due denunce, altri provvedimenti potrebbero scattare nelle prossime ore.

Forse volevano compiere una bravata senza pensare al valore simbolico di una struttura del genere. Un monumento dalla storia centenaria che i ragazzi probabilmente nemmeno conoscono.

Sabato scorso i giovani stavano girando per la cittadina alle 23 nonostante il coprifuoco. Due di loro, un 19enne montebellunese e un ventenne di Giavera si sono staccati dagli altri, e arrivati al parapetto dal lato nord del Ponte, hanno iniziato a imbrattarlo con scritte e incisioni. La scena è stata ripresa puntualmente dal sistema di videocamere presente sul luogo. Poco dopo il gruppo si è diretto verso la stazione per tornare a casa.

Nel giro di poche ore, con l'ausilio delle videocamere, le forze dell'ordine risalgono ai sei ragazzi: immediata la denuncia ai due che hanno compiuto materialmente l'atto. Ma ulteriori provvedimenti potrebbero scattare nelle prossime ore.

Decine le reazioni sdegnate da più parti, in primis quelle del presidente regionale Luca Zaia. I giovani autori dell’atto vandalico sono tutti incensurati, sono italiani, alcuni di loro lavorano come operai, altri sono studenti universitari: non sono quindi figli del disagio o con origini culturali che non gli permettano di comprendere a pieno il valore delle tradizioni del luogo in cui vivono.

 

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| modificato il:

Angelo Giordano

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