19 settembre 2021

Cronaca

Vaccino Covid, immunità di gregge a luglio? Cosa dicono esperti

L'Ue indica la data in cui si potrà raggiungere una percentuale di individui immuni al coronavirus

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vaccino covid

ROMA - L'immunità di gregge contro il Covid-19 si potrebbe raggiungere a luglio. Con l’avvio della vaccinazione di massa in tutto Europa, è questa la data in cui si potrà raggiungere una percentuale di individui immuni al coronavirus, che impedirà ulteriori contagi.

 

BRETON

Il primo a sbilanciarsi è stato Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno, incaricato per la campagna di vaccinazione, per il quale 14 luglio sarà il giorno fatidico per il continente. "Oggi abbiamo chiaramente la capacità di consegnare 300-350 milioni di dosi per la fine di giugno. Abbiamo la possibilità di arrivare all'immunità di gregge per il continente per il 14 luglio", una data simbolica, giorno di festa nazionale per la Francia, ha affermato. "Le dosi ci sono", ha aggiunto, assicurando che "non avremo assolutamente bisogno del vaccino Sputnik V. I russi hanno grandi difficolta' a produrlo e noi li aiuteremo nel secondo semestre se ne avranno bisogno", dice all'emittente F1. "Priorità ai vaccini fabbricati sul territorio europeo".

 

 

SILERI

"Più che di immunità di gregge io parlerei di protezione di gregge, avendo ricevuto la prima dose forse il 70%, 80% degli europei, è verosimile che raggiungeremo questo obiettivo a luglio", ha sottolineato oggi il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. "La vaccinazione - ha detto intervistato da 'Non Stop news' su Rtl 102.5 - sta andando per età e per fragilità. Inizialmente si è creato un doppio binario: un vaccino dedicato agli anziani e uno dedicato a chi sta bene ed è giovane, ma questo è superato perché AstraZeneca viene usato per età superiori e per chi sta bene e quindi - chiarisce il sottosegretario - non ci sono più le categorie di lavoratori, si va secondo delle categorie che vedono l'età come primo fattore insieme alla malattia".

 

GALLI

Più cauto Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano, per il quale i vaccini anti Covid "attualmente disponibili sono basati sul virus selvaggio del gennaio-marzo scorso, non su quello che circola ora. Tanto è vero che oggi è fondamentale vaccinare per evitare che chi incontra il virus sviluppi una malattia seria, perché la certezza che il vaccino eviti completamente l'infezione non ce l'abbiamo. Siamo da questo punto di vista purtroppo lontani dall'idea del vaccino da utilizzarsi per lo sviluppo dell'immunità di gregge". "Spero che questa idea venga dopo con efficienza", ha continuato, "ma è verosimile che si dovrà provvedere ad aggiornare i vaccini per le nuove varianti. La preoccupazione è doverosa e sarebbe stata doverosa contro tutti gli atteggiamenti faciloni avuti nei mesi scorsi, perché non saremmo combinati come siamo ora se ci fosse stata meno volontà di considerare tutto come acqua passata".

 

BASSETTI

"L'obiettivo deve essere l'immunità di gregge, 70-75% italiani vaccinati per novembre. Altrimenti potrebbe esserci una quarta ondata davvero pesante soprattutto se ci arrivassimo senza essere immunizzati". Lo dichiara all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria.

 


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