01 giugno 2020

Nord-Est

Vaccino per combattere il Coronavirus

Intervista alla dr. Antonella Viola

| Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti |

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Vaccino per combattere il Coronavirus

PADOVA – Le gravi conseguenze, che il coronavirus continua ad affliggere tutto il mondo, sta spingendo diversi studiosi a ricercare il vaccino per combattrlo e debellarlo. La Città della Speranza ha insediato un gruppo di ricercatori per raggiungere tale traguardo. Ne abbiamo parlato con la responsabile del Progetto, la dr. Antonella Viola.

 

La Città della Speranza: presentazione

 Fondazione Città della Speranza nasce nel 1994 per volontà di un gruppo di imprenditori, guidati da Franco Masello, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di cura e assistenza dei bambini, nonché di sostenere la ricerca scientifica in ambito oncologico e, oggi, in tutti i rami della pediatria. La prima grande impresa realizzata dalla Fondazione fu la costruzione, nel 1996, della nuova Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova, a cui seguirono, tra il 1998 e il 2010, la realizzazione di un Day Hospital e di un Pronto Soccorso pediatrici sia a Padova sia a Vicenza. A giugno 2012 risale l’ultima grande opera: l’apertura a Padova, dopo tre anni di lavori e un costo di 32 milioni di euro interamente raccolti col fundraising, dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, il più grande centro di ricerca europeo in questo ambito. L’Istituto adotta un approccio multidisciplinare unico che integra conoscenze della biomedicina, della bioingegneria, della biochimica e della scienza dei materiali. Coopera inoltre con ospedali universitari e istituti di ricerca nazionali e internazionali; fornisce a studenti e ricercatori una formazione di alto livello nella ricerca pediatrica; promuove l’innovazione e il trasferimento tecnologico, e facilita il dialogo con il pubblico attraverso conferenze e attività educative. Le aree di ricerca rappresentate sono l’oncologia pediatrica, il trapianto di cellule staminali e la terapia genica; la medicina rigenerativa; la nanomedicina; la genetica e le malattie rare; la medicina predittiva; l’immunologia e la neuroimmunologia. Fondazione Città della Speranza finanzia altresì la diagnostica avanzata di leucemie, linfomi e sarcomi, di cui la Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova è centro di riferimento nazionale riconosciuto dall’Associazione Italiana di Emato-Oncologia Pediatrica (AIEOP). Ciò significa che a tutti i bambini, residenti in Italia o provenienti dall’estero, sono garantiti una diagnosi certa, i migliori protocolli di cura, i più moderni approcci diagnostici e il monitoraggio della malattia mediante tecniche di laboratorio all’avanguardia. L’azione di Città della Speranza ha contribuito fortemente ad innalzare il tasso di guarigione delle leucemie, portandolo dal 20% del 1985 all’80% di oggi.

 

Come e quando è nato il progetto per finanziare lo studio sul vaccino per combattere il Coronavirus? Quali sono le attese? Qual è il taglio della ricerca?

Uno dei grandi problemi legati all’infezione da SARS-CoV-2 è la mancanza di informazioni riguardo al tipo di immunità che il virus genera. È noto che alcune persone risultano asintomatiche o presentano sintomi lievi (febbre, cefalea, tosse): ciò sta ad indicare che il sistema immunitario ha reagito ed eliminato il virus. Tuttavia, in una percentuale che va dal 10% al 20%, l’infezione ha un decorso complesso, talora addirittura infausto. In questi casi, i pazienti presentano un quadro di infiammazione generalizzata poiché il sistema immunitario non è stato in grado di attivare da subito una risposta corretta, consentendo al virus di replicarsi pur rimanendo localizzato a livello polmonare. Di qui l’esigenza di caratterizzare la risposta immunitaria al Sars-CoV-2. Analizzando i campioni di sangue di pazienti asintomatici, pauci-sintomatici e sintomatici sia pediatrici sia adulti, attraverso le più innovative tecniche di analisi, miriamo ad identificare i meccanismi molecolari responsabili dello sviluppo o del fallimento dell’immunità a SARS-CoV-2, nonché quei fattori che causano infiammazione sistemica nei pazienti con sintomatologia severa e che sono coinvolti nella patologia respiratoria. In tal modo potremo comprendere perché lo stesso virus abbia effetti così diversi negli adulti e tendenzialmente lievi nei bambini, se vi sia la possibilità di contrarre nuovamente l’infezione e che cosa succeda nei polmoni.

 

È possibile conoscere i nominativi dell’ equipe e delle rispettive qualifiche professionali?

Il gruppo di lavoro è coordinato dal prof. Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Università di Padova, e dalla prof.ssa Antonella Viola, direttrice scientifica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza e ordinario di Patologia generale al Dipartimento di Scienze Biomediche, con la collaborazione della dott.ssa Annamaria Cattelan, direttrice dell’Unità Operativa Complessa Malattie Infettive e Tropicali, e del prof. Giorgio Perilongo, direttore del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino.

 

Ci sono rapporti formali per questo progetto con l'Università di Padova?

Entrambi i ricercatori principali sono professori dell’Università di Padova, quindi certamente ci sono rapporti formali.

 

Quali sono i tempi della ricerca? È possibile un primo cronoprogramma?

Un mese per la raccolta dei campioni, 2 mesi per le analisi di laboratorio e poi un paio di mesi per le analisi bioinformatiche. Speriamo di avere i primi risultati per settembre. Biografia della prof.ssa Antonella Viola Direttrice scientifica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza e Professoressa Ordinaria di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova. Ha coordinato diversi progetti di ricerca nazionali, europei e internazionali finalizzati allo studio del sistema immunitario e del cancro. È stata ed è tuttora membro di prestigiosi comitati scientifici, tra cui AIRC e ERC, e per i suoi studi ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra i più recenti dei quali vi è la nomina a membro della prestigiosissima “European Molecular Biology Organization” (EMBO), prima donna dell’Università di Padova e di tutto il Nord-Est a entrare in questo gruppo di cui fanno parte solo 100 scienziati italiani. Pochi mesi fa le è stato assegnato un finanziamento POC (Proof of Concept), per la sua ricerca di frontiera, da parte dell’European Research Council.

 



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