06 marzo 2021

Treviso

Il vaccino Astrazeneca mette ko la scuola, intanto in Germania viene sospeso

EDITORIALE - Secondo l’Ulss la reazione collaterale al virus è di breve durata

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

ASTRAZENECA

EDITORIALE – “I sintomi riscontrati sono tra le reazioni comuni di quasi tutti i vaccini. Sui grossi numeri che abbiamo fatto è normale che un certo numero abbia avuto febbre o altri sintomi. Sono sintomi passeggeri che si esauriscono in 1/2 gg”: è la laconica risposta dell’Ulss 2 Marca Trevigiana rispetto a quanto sta accadendo in queste ore tra il personale scolastico che domenica si è sottoposto al vaccino.

Intanto, tra chi è di turno domenica prossima, vedendo quanto accaduto ai colleghi che hanno fatto da “cavie” alla vaccinazione di massa, c’è anche chi sta pensando a rinunciare a vaccinarsi. In molti si chiedono perché a livello istituzionale si sia optato per il vaccino Astrazeneca e non per Pfizer che fino ad ora non aveva dato alcuna conseguenza. Così c’è già chi parla di vaccino “buono” e vaccino “cattivo”.

Guido Rasi, docente di Microbiologia all'università di Roma Tor Vergata, ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco Ema spiega però ad Adnkronos Salute che: “Le informazioni che si stanno accumulando stanno indicando che il vaccino AstraZeneca è molto più potente di quanto si pensava all'inizio", complice anche "qualche problema di comunicazione" da parte dell'azienda. "Se iniziamo adesso a somministrare la prima dose di vaccino AstraZeneca a tutti abbiamo 3 mesi davanti a noi", un periodo in cui "avremo tutte le ulteriori informazioni per capire se dobbiamo dare la seconda dose o no, e a chi". Quindi "prima dose subito a tutti senza preoccuparsi della seconda, perché c'è tutto il tempo di farla e di capire come".

Considerazioni incoraggianti se non fosse per la reazione data dal vaccino “più potente”, come lo definisce l’esperto. Intanto in Germania è scoppiato un vero e proprio caso AstraZeneca e nel quotidiano Die welt si legge che il vaccino ha scatenato reazioni molto più forti del previsto al punto che nelle città di Emden e Braumschweig il personale di ospedali e uffici pubblici sottopostosi al vaccino ha lamentato dolori e stanchezza tali da non poter lavorare.

Il distretto di Laar ha quindi annunciato che non somministrerà più Astrazeneca, poiché si tratta di dosi vaccinali che appartengono allo stesso lotto inviato ad Emden dove su 88 persone vaccinate 37 sono state colte da una reazione inaspettata eccessiva. A livello istituzionale anche in Germania si è cercato di rassicurare ma le autorità sanitarie hanno comunque annunciato che indagheranno il perché del fenomeno che solitamente sarebbe normale e preventivabile ma non in percentuali così ampie e in una localizzazione geografica precisa.

Comunque sia, è palese che pur di evitare il Covid, tutti sarebbero anche disponibili a sopportare qualche giorno di defaiance purché le istituzioni sanitarie parlino chiaro. Il cittadino medio non si tira mai indietro se sa di dover affrontare dei sacrifici per il bene della collettività ma di certo gradirebbe una maggiore trasparenza informativa. Costava poi tanto dire, per tempo: “Siamo di fronte a qualcosa di novo e si possono verificare circostanze impreviste ma state tranquilli che il vaccino assolve alla sua funzione ed eventuali effetti collaterali sono temporanei anche se sgradevoli e non lasciano conseguenze”.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttore responsabile

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