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26 gennaio 2022

Valdobbiadene Pieve di Soligo

In vacanza in Val di Zoldo, intossicazione di massa per gruppo giovani

20 ragazzi, animatori e vicario Parrocchiale accusano malori nella notte

| Silvia Ceschin |

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| Silvia Ceschin |

In vacanza in Val di Zoldo, intossicazione di massa per gruppo giovani

PIEVE DI SOLIGO - Coinvolti anche i ragazzi di terza media di Pieve di Soligo ospiti della “casa vacanza” parrocchiale a Pecol nell’intossicazione di massa scoppiata martedì scorso in Val di Zoldo nel bellunese.

I giovani ospiti, circa una ventina, i loro animatori, il personale volontario di servizio e il vicario parrocchiale di Pieve, don Domenico, tutti ospiti nella struttura privata, hanno accusato nella notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 agosto i sintomi tipici della gastroenterite: vomito, diarrea e febbre alta. Solo per uno degli studenti è stato necessario il trasporto al pronto soccorso per ulteriori accertamenti.

 

Il caso è emerso martedì 2 agosto quando i musicisti dell’European Spirit of Youth Orchestra sono stati ricoverati in ospedale a Trento con gravi sintomi. Solo qualche giorno prima si erano abbeverati alla fontana di Valò di Zoldo, luogo in cui avevano tenuto un’esibizione. Da quell’episodio le segnalazioni si sono espanse a macchia di leopardo nell’ordine delle centinaia, prima nel comune di Val di Zoldo e poi in altre zone dell’alto Agordino. Il sindaco Camillo De Pellegrin era intervenuto facendo affiggere alle fontane pubbliche e ai pali dell’illuminazione avvisi che raccomandavano l’uso dell’acqua solo previa bollitura.

 

“Non sappiamo la causa di questa patologia, - aveva sostenuto De Pellegrin - ma in via precauzionale abbiamo deciso di avvisare la gente raccomandando di non bere l’acqua che sgorga dai rubinetti». I giovani studenti pievigini erano giunti a Pecol martedì scorso per una settimana di ferie, l’ultima della stagione, organizzata dalla parrocchia di Pieve di Soligo nella casa di Pecol. La seconda notte di permanenza in Val di Zoldo si sono presentati i sintomi placati, nella maggior parte dei casi, solo nei due giorni successivi.

 

“I ragazzi stanno bene – ha assicurato monsignor Giuseppe Nadal, parroco di Pieve di Soligo, in visita ai “suoi giovani” venerdì scorso – hanno deciso insieme ai genitori di tornare a casa martedì 8 agosto come da programma. Purtroppo nel caso avvenuto, c’è stata la mancanza di un’adeguata informazione da parte degli organi di competenza”. Sulle cause è stata aperta una doppia indagine idrica ed epidemiologica. Sostanza tossica nell’acquedotto comunale o virus? Si attendono entro l’inizio della prossima settimana i risultati sulle analisi effettuate nei giorni scorsi.

 

Un danno d’immagine per Val di Zoldo in pieno periodo vacanziero per il sindaco De Pelllegrin che chiede piena chiarezza sul caso: «È un peccato che si verifichi questa situazione in un momento così particolare. – aveva commentato - Ora pretendo di avere delle risposte dagli organi competenti. Deve assolutamente emergere la causa che ha generato questi disturbi: lo dobbiamo a noi stessi, ma anche ai nostri ospiti moltissimi in questo periodo dell’anno. Quando sarà chiarita l'origine del problema, attiveremo ogni procedura necessaria per fare in modo che non si verifichino più casi simili. Il sottoscritto, che è anche il responsabile dell'igiene pubblica, vuole chiarezza».

SIlvia Ceschin 

 


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