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02 luglio 2022

Esteri

Usa, Guardian: "Piano golpe per mantenere Trump al potere"

In un documento il progetto di golpe per il 6 gennaio. Consegnato dall'ex capo staff alla commissione che indaga sull'assalto di Capitol Hill. Trump: "Nulla da nascondere"

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 Trump

STATI UNITI - C'era un piano per mantenere Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Il progetto di golpe prevedeva una dichiarazione di emergenza nazionale da parte di Trump per impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden il 6 gennaio, il giorno in cui una folla di sostenitori del presidente uscente ha fatto irruzione nel Congresso. Il piano, scrive il Guardian, è contenuto in un documento Power Point che l'ex capo dello staff di Trump, Mark Meadows, ha consegnato al "selected committee", la commissione della Camera dei rappresentanti che indaga sull'assalto a Capitol Hill. Il documento s'intitola "Frodi elettorali, Interferenze straniere e opzioni per il 6 gennaio" ed elenca una serie di raccomandazioni a Trump in modo che possa rimanere al potere, sulla base di fake news su presunte, e mai dimostrate, frodi elettorali a suo danno. Il fatto che Meadows ne fosse in possesso suggerisce che fosse al corrente degli sforzi di Trump per impedire la certificazione della vittoria di Biden.

Il documento con la presentazione in Power Point consegnato da Meadows alla commissione d'inchiesta della Camera è un testo di 38 pagine, che era arrivato al capo dello staff della Casa Bianca per e-mail, riferiscono le fonti del giornale. Il Guardian ha visionato una seconda versione di 36 pagine dello stesso documento, con metadata del 5 gennaio, che presenta alcune differenze con l'altro, ma ha lo stesso titolo. Il piano prevedeva che senatori e deputati fossero informati di interferenze straniere nel voto. Ovvero di una serie di fake news su fantasiose interferenze cinesi in otto stati chiave. A questo punto Trump avrebbe dichiarato una emergenza nazionale, invalidato tutti i voti elettronici delle elezioni presidenziali e chiesto al Congresso di concordare una soluzione costituzionalmente accettabile.

Come è noto, negli Stati Uniti, il presidente è formalmente scelto da grandi elettori, che ciascuno stato invia sulla base del proprio risultato elettorale. Il 6 gennaio, spettava al vicepresidente Mike Pence di presiedere alla certificazione al Congresso della vittoria del candidato democratico. Secondo il piano golpista, avrebbe dovuto bloccare i grandi elettori assegnati a Biden, sostituirli con grandi elettori trumpiani o rimandare la certificazione in attesa. Ma Pence non era di questo avviso

La presentazione in Power Point era fra i 6mila documenti che Meadows ha consegnato al select committe. Fra questi vi sono anche sms con un membro del Congresso su un piano "altamente controverso" per mandare grandi elettori trumpiani al congresso. Meadows risponde: "Mi piace". Il Power Point, scrive il Guardian, sarebbe stato infatti mandato il 4 gennaio anche ad alcuni parlamentari repubblicani. Meadows ha mandato materiale alla commissione fino a martedì, quando ha rotto l'accordo di cooperazione con gli inquirenti della Camera. Questi ultimi hanno poi annunciato di volerne chiedere l'incriminazione per non aver ottemperato al mandato di comparizione.

TRUMP: "NULLA DA NASCONDERE" - "Non ho nulla da nascondere, non sono stato coinvolto e se guardate alle mie parole e quello che ho detto, il mio fu in effetti un discorso per ispirare la calma". E' quanto ha detto Donald Trump, intervistato da Fox News, riguardo al braccio di ferro legale con la commissione della Camera che indaga sull'assalto al Congresso per la consegna dei documenti dell'amministrazione dell'ex presidente relativi ai fatti dello scorso 6 gennaio.

Riprendendo poi un argomento caro all'estrema destra americana, Trump ha ribadito che l'assalto al Congresso, che ha provocato la morte di cinque persone e il ferimento di decine di agenti, fu "una protesta" non un'insurrezione. "L'insurrezione è avvenuta il 3 novembre, il giorno delle elezioni, questa è stata una protesta e molte persone innocenti sono ora colpite", ha aggiunto riferendosi alle centinaia di persone arrestate, molte delle quali con l'accusa di aver aggredito agenti polizia.

Riguardo poi al discorso che Trump pronunciò poco prima dell'assalto, e che ora afferma essere stato orientato a calmare gli animi, l'allora presidente, dopo aver ripetuto la litania di accuse infondate di frodi elettorali, disse ai suoi sostenitori di "combattere come se foste all'inferno, se non combatterete non avrete più il vostro Paese".

 



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