21 ottobre 2021

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Unesco, senza guanto e sacchetto più non esco

Un modello di prassi comunitaria

| Tiziana Benincà |

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| Tiziana Benincà |

Bruno Ghirardi e la ciclabile lungo il Soligo

SOLIGHETTO - Immaginate di varcare la soglia di una destinazione blasonata Unesco e mentre ammirate le colline ricoperte da rigogliosi vigneti, respirate l’aria frizzante dei colli e godete della tranquillità di un percorso ciclo-pedonale, v’imbattete più e più volte in mascherine tutt’altro che biodegradabili, confezioni di succhi di frutta, carte per integratori, lattine, bottiglie lungo il ciglio del sentiero.

Sicuramente non è un bel biglietto da visita che va a premiare lo sforzo di molti per valorizzare il nostro territorio, ma in primis per noi, che in questa terra ci viviamo.

Per ovviare all’inciviltà di certe persone, c’è chi per fortuna può essere preso da modello, come Bruno Ghirardi che ogni giorno, accompagnato dal proprio cane e armato di sacchetto e guanto, ripulisce la ciclabile del Soligo raccogliendo quello che trova. In questi giorni, ad aggravare la situazione, si sono aggiunti anche dei cestini traboccanti che necessitano di essere svuotati, ma la prassi di Bruno è quella di raccogliere gli oggetti trovati in giro, perché “Ho la speranza ed il piacere di pensare che la prossima volta che mi reco in quel luogo, lo troverò come madre natura l’ha fatto, pronto a darmi energia.”

Ecco perché questa sana abitudine l’accompagna anche nelle gite in montagna, nelle varie passeggiate in natura e purtroppo dopo tutti questi anni di attività, ha notato che la situazione emergenziale ha portato ad un aumento di spazzatura: all’inizio molti guanti, ora mascherine.

Alla soglia di 52 anni esprime il suo sconforto “Tutti viviamo in un ambiente e se fosse una prassi comune e quotidiana per tutti raccogliere i rifiuti gettati al vento, vivremmo sicuramente meglio.”

Effettivamente se così fosse, non avremmo più bisogno di stupirci davanti ad azioni comunitarie necessarie per il buon vivere e quindi non ci resta che ringraziarlo per lo spirito di comunità che ci ha trasmesso e munirci di guanto e sacchetto.

 



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Tiziana Benincà

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