20 aprile 2021

Cronaca

Un'agenda in otto punti per aiutare famiglie, donne e giovani generazioni

L'ha presentata in Regione il Forum delle famiglie del Veneto. Il portavoce Bordignon: "Il debito che stiamo creando sarà sostenibile dalla Next Generation solo con adeguati investimenti"

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Un'agenda in otto punti per aiutare famiglie, donne e giovani generazioni

NORDEST - Famiglie, donne, giovani e nuove generazioni: è qui che bisogna investire. Lo ha chiesto con forza il Forum Famiglie del Veneto nell’audizione dell’altro ieri alla Quinta commissione del Consiglio regionale. Il Piano per la Rinascita e la Resilienza, quello che dovrà ridisegnare il futuro del Veneto, con le misure programmatiche nazionali e i contributi finanziari previste dal Recovery Fund, va implementato con una particolare attenzione alle risorse umane e alle relazioni sociali. L’obiettivo è di superare per davvero le disparità, le ingiustizie e la denatalità. Il Forum delle famiglie del Veneto ha le idee chiare, e non solo da adesso.

Le proposte avanzate alla Commissione regionale che si occupa degli affari sociali va dal pieno finanziamento dell’assegno prenatale, alla gratuità degli asili nido; dagli investimenti sulle scuole d’infanzia paritarie, alla residenzialità agevolata alle giovani coppie; dalla decontribuzione totale per under 35 e donne nel mondo del lavoro, alla assunzione del personale precario della scuola e della sanità. Spiega Adriano Bordignon: “Gli effetti extrasanitari della pandemia sono molteplici e per alcuni soggetti sociali rischiano di essere deflagranti: ci riferiamo in particolare alle donne, ai giovani e ai futuri italiani che dovrebbero essere oggetto di particolare attenzione nel Piano regionale di Rinascita e Resilienza”. Per incrementare concretamente il Piano Regionale di Rinascita e Resilienza il Forum ha inoltrato un’agenda in otto punti, capace di garantire più risorse agli obiettivi di inclusione sociale e alle politiche per la famiglia. “Un’occasione unica di rilancio per il sistema economico e sociale che non potrà essere colta se non attraverso un’oculata revisione delle linee programmatiche regionali, espandendo il raggio d’azione nell’ambito delle politiche familiari con particolare riguardo a donne, giovani e nuove generazioni” – assicura il portavoce dell’associazione famiglie venete.

Otto punti così declinati: dare pieno sviluppo alla Legge Regionale 20 su Famiglie e Natalità, in particolare con il pieno finanziamento dell’Assegna Prenatale e la sperimentazione degli Asili nido gratuiti; promuovere l’avvio del “Fattore Famiglia”, introducendo una “No Tax area” crescente all'aumentare del numero dei componenti della famiglia; destinare i necessari investimenti per la ristrutturazione, la messa a norma energetica degli edifici delle scuole dell’infanzia paritarie e per la sperimentazione della gratuità delle tariffe; incentivare con immediatezza quantità e qualità dei servizi educativi per la prima infanzia, la scuola d’infanzia e l’adolescenza, così da conciliare i tempi della famiglia con i tempi del lavoro; attivare politiche abitative promozionali, come i progetti di residenzialità agevolata sul modello trentino, dedicati alle giovani coppie con un’abitazione in comodato gratuito per cinque anni a fronte di un impegno nell’attività di volontariato a favore della comunità; promuovere la decontribuzione totale per i lavoratori under 35 e per le donne e un piano di assunzione del personale precario della scuola e della sanità; stabilizzare gli Sportelli per la famiglia; sostenere le spese di cura dei bambini con disabilità, le spese per le attività sportive dei figli, le spese per l’assistenza sanitaria integrata anche tramite accordi con agenzie assicurative.

“Solo investendo su famiglia e nuove generazioni potremo immaginare che il debito che stiamo creando sarà debito buono e quindi sostenibile dalla Next Generation – conclude Adriano Bordignon –. Una visione strategica Sociosanitaria efficace ed adeguata al prossimo futuro del Veneto, non può passare solo attraverso l’edilizia ospedaliera. Investire sulla resilienza chiede uno sviluppo che passi attraverso il potenziamento dei servizi territoriali, aspetto che questa pandemia ha evidenziato come i più fragili”.

 


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