24 ottobre 2020

Economia e Finanza

Una pubblica amministrazione lontana dalla realtà

La pubblica amministrazione non conosce le realtà aziendali e professionali

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Una pubblica amministrazione lontana dalla realtà

LAVORO - Si leggono titoli in tutti i giornali sul fatto che, dal primo di ottobre, sarà obbligatorio lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) per accedere al portale dell’INPS. Lo SPID è il sistema che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione con un'unica Identità Digitale (username e password) utilizzabile da computer, tablet e smartphone. Questo sistema consente una maggiore sicurezza nell’accesso ai dati non solo dell’INPS ma anche di altri enti della Pubblica Amministrazione.

 

Il vero problema sta nel fatto che la maggior parte degli enti non ha ancora messo in piedi l’erogazione di servizi con l’accesso tramite SPID. Per verificarlo basta andare in questo sito https://www.spid.gov.it/servizi selezionare “dove puoi usare SPID” e fare la navigazione utilizzando le categorie. La mia sensazione è stata una di vuoto e inconcludenza perché, in molte di queste categorie, appare la scritta “0 servizi”. Se provate a fare una ricerca per la regione Veneto trovate, come da foto allegata, 13 comuni con un totale di 36 servizi erogati con accesso SPID. Tutto ciò dimostra la mancanza di un coordinamento e gestione per digitalizzare velocemente il paese.

 

L’impressione è che ogni comune, regione o ente stia viaggiando per conto proprio e che il cittadino, le imprese e le professioni contino poco o nulla. Nella realtà dei fatti, quasi ogni giorno si vede una P.A. che prende decisioni senza sapere cosa esattamente accade nel mondo del lavoro e delle professioni e, il Covid-19 ha messo a nudo questa distonia tra questi due mondi. Gli esempi si sprecano, ma alcuni sono davvero l’emblema di una P.A. che spesso funziona male o non funziona addirittura.

 

Per stare in tema di SPID, i Consulenti del Lavoro ricevono quasi sempre delega dai clienti per operare a nome loro sui siti degli enti previdenziali ma, il lavoro effettivo per compilazioni, verifiche e altro viene svolto dai dipendenti dello studio e, siccome lo SPID è personale, giustamente per gli studi non cambierà nulla e si continuerà ad entrare con ID e Password per l’impossibilità di utilizzarlo in un lavoro di Team fatto per conto del cliente. Altri esempi riguardano i tempi di emanazione di provvedimenti e circolari da parte degli organi legislativi e degli enti previdenziali e fiscali, uno di questi riguarda la circolare INAIL n. 35 relativa al cambiamento codici tributo per i versamenti con modello F24, pubblicata il 15 settembre 2020, ossia il giorno prima della scadenza del versamento. È dovuto intervenire il presidente nazionale dell’ANCL (associazione nazionale consulenti del lavoro), con una lettera indirizzata al presidente INAIL, per denunciare l’illegittimità del comportamento amministrativo e la mortificazione dei diritti dei datori di lavoro e dei Consulenti del Lavoro.

 

Come si fa a non pensare che le imprese e i consulenti predispongono qualche giorno prima la modulistica da inviare a banche e imprese per i versamenti del giorno 16, e predisporre una circolare che dovrebbe far ricompilare tutti i modelli F24? A seguito di questo intervento l’INAIL ha poi chiarito che provvederà ad accoppiare il vecchio codice con il nuovo. Un ultimo esempio riguarda la lettera aperta al Ministro del lavoro Nunzia Catalfo, di oggi 27 settembre 2020, apparsa sui giornali locali con la quale, alcune associazioni di categoria e alcuni sindacati, chiedono al Governo di intervenire, per l’erogazione ai lavoratori del mondo artigiano veneto dell’ammortizzatore sociale Covid-19, attraverso il fondo nazionale FSBA che viene erogato dall’EBAV (Ente Bilateriale Artigianato Veneto).

 

Erogazione di fondi che non è ancora avvenuta e che vede coinvolti circa 100.000 lavoratori veneti. Sono questi esempi e accadimenti che dimostrano la distanza tra P.A. e imprese e professionisti. La P.A. sembra rispondere ad aspetti puramente normativi e procedurali, che vengono redatti senza chiedersi a chi sono rivolti e quale impatto hanno sui cittadini, sulle imprese e sui professionisti. Credo sarà molto difficile riformare a fondo la P.A., in parte perché è diventata una gigantesca macchina, spesso fuori controllo e nella quale i funzionari che emanano circolari e direttive, non conoscono i mondi esterni a cui sono indirizzate. Non rinuncio al mio ottimismo ma, vedo la riforma della Pubblica Amministrazione, come una fatica di Sisifo.

 

di Claudio Bottos

(Consulente del lavoro e di direzione strategica aziendale)

 

 



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