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30 novembre 2021

Esteri

Una navicella Dart colpirà l’asteroide Dimorphos: prove tecniche per salvare il mondo

La NASA avvia il primo sistema di difesa planetario, per testare una possibile soluzione al rischio di collisione con un asteroide e il nostro pianeta

| Irene Zorzenoni |

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| Irene Zorzenoni |

Dart

USA – La NASA ha lanciato il primo sistema di difesa planetario al mondo. È decollato proprio ieri Dart (Double Asteroid Redirection Test), la prima navicella spaziale lanciata nello spazio per “impattare un asteroide come test tecnologico per vedere se può cambiare il moto di un asteroide nello spazio”: comunica il sito ufficiale della NASA. Trasportata a bordo di un razzo Falcon 9, di proprietà di Space-X, Dart è stato lanciato in cielo alle 7:20 (orario italiano) dalla stazione spaziale di Vandenberg, California.

 

“L'obiettivo della missione è vedere se far schiantare intenzionalmente una navicella spaziale contro un asteroide è un modo efficace per cambiare il suo corso, se un asteroide che minaccia la Terra venisse scoperto in futuro. L'obiettivo di DART è l'asteroide binario near-Earth Didymos, che non rappresenta alcuna minaccia per la Terra”: informa la NASA. Non ci sarebbe “niente da temere”, quindi, secondo la stazione spaziale. La scelta dell’asteroide sarebbe stata operata solo in base alla sua “comune piccola dimensione” e per la sua vicinanza alla Terra.

 

Dart, delle dimensioni di una piccola auto, si è staccato dal booster pochi minuti dopo il suo decollo, pronto per iniziare il suo viaggio di 11 mesi nello spazio, a circa 10 milioni di chilometri di distanza dalla terra. Una volta arrivato a destinazione, dovrà dare prova delle sue capacità: la navicella, con la sola forza cinetica dovrà essere in grado di far cambiare traiettoria all’ asteroide Dimorphos di 170 metri di diametro.

 

Le due telecamere montate sulla navicella, di nome Leia e Luke saranno in grado, dopo il loro rilascio 10 giorni prima della collisione, di registrarne le immagini. I due videoregistratori sono collegati al satellite italiano Liciacube, gestito da ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Politecnico di Milano, Università di Bologna e Parthenope di Napoli, Istituto di Fisica Applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze, per una squadra tutta all’italiana.

 

Dart, costato 330 milioni di dollari, costituisce solo la prima parte del progetto Aida (Asteroid Impact and Deflection Assessment), che mira a scongiurare un futuro impatto con un asteroide. La NASA invita tutti gli interessati a dare un’occhiata al sito e ad interagire con lo staff mediante NASA Social, con cui i partecipanti avranno l’opportunità di dare uno sguardo “dietro le quinte” di questo magnifico progetto.

 


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Irene Zorzenoni

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