14 maggio 2021

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Una festa di Carnevale sarebbe all'origine del focolaio alla scuola di Soligo

Benazzi: “Comportamenti irresponsabili da parte di qualche genitore”

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Covid a scuola

FARRA DI SOLIGO - "Venti alunni e quattro insegnanti positivi: questo il totale aggiornato dei casi di Covid alla Primaria di Soligo dopo la refertazione, avvenuta tra ieri e oggi, di circa 140 tamponi effettuati. La refertazione è ancora in corso. Rispetto a ieri sono emerse due nuove positività tra il personale scolastico e nessun nuovo positivo tra i bambini. Complessivamente una quindicina i bambini che non hanno potuto effettuare il tampone, a causa del rifiuto da parte dei genitori": è quanto riporta una nota ufficiale dell'Ulss 2 Marca Trevigiana, rispetto alla situazione venutasi a creare alla primaria di Soligo.

Il focolaio riscontrato nel plesso ha imposto la quarantena di tutte le classi, circostanza quindi seria sulla quale dalle direzione dell'Ulss fanno inoltre sapere che l’indagine epidemiologica in corso sul focolaio della Primaria di Soligo ha evidenziato come possibile origine del contagio diffuso tra i bimbi una festa di Carnevale effettuata in ambito extrascolastico.

“E’ un fatto molto grave, soprattutto perché la festa sarebbe stata organizzata dai genitori, che dovrebbero avere come primo obiettivo la tutela della salute dei figli - sottolinea il commissario, Francesco Benazzi -. La Festa, a quanto ci è stato riferito, è stata organizzata dopo che la scuola aveva ribadito come in periodo Covid non fosse opportuno dar vita a iniziative che avrebbero originato assembramenti. Purtroppo, ancora una volta, a fronte di scuole nelle quali tutte le regole vengono rispettate e fatte rispettare, assistiamo a casi originati da comportamenti assolutamente irresponsabili nel pre e post scuola.

Faccio appello alla responsabilità di tutti affinché simili situazioni non si ripetano: dobbiamo rispettare le norme osservando il distanziamento, utilizzando la mascherina e igienizzando le mani. Se non rispettiamo le regole il virus, in particolar modo ora che siamo alle prese con la variante inglese, riprenderà a correre e causerà nuove chiusure che penalizzeranno tutti. Un appello va rivolto anche a coloro che rifiutano i tamponi: fare un tampone è come misurarsi la temperatura quando si sta male, non comporta alcun rischio ma, anzi, è fondamentale per fare diagnosi e per proteggere noi stessi e chi ci sta intorno”.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttrice responsabile

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