21 aprile 2021

Montebelluna

Un sottopasso atteso da 50 anni: sono partiti i lavori a Montebelluna

Chiuso il distributore Q8 per far posto all’opera viaria

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Distributore Q8 a Montebelluna in via Piave

MONTEBELLUNA – Se ne parla da sempre e da mesi oramai si susseguivano le date sul possibile inizio dei lavori per realizzare il sottopasso ferroviario che Montebelluna, divisa in due dal passaggio a livello, attende da oltre 50 anni. Ieri la chiusura del distributore di benzina Q8 di via Piave per l’imminente avvio del cantiere che demolirà questa struttura, destinata ad essere trasferita.

Nuova ubicazione del  frequentato autolavaggio, annesso al distributore, un terreno in località Guarda lungo via Villette. Quanto alla demolizione la ditta incaricata ha tempo fino a fine mese per smantellare tutto. “Al termine dei lavori effettuati dalla Q8, subentrerà la ditta individuata da SIS che gestirà il cantiere del sottopasso che – spiegano dal Municipio -, non interferirà con la viabilità ordinaria perché il nuovo manufatto verrà realizzato passando sotto i binari a sud dell’attuale casello e collegherà via Piave col viale d’uscita della stazione”.

Sul primo e significativo segnale che il cantiere del sottopasso è vicino il sindaco Marzio Favero commenta: “Dopo 60 anni di chiacchiere finalmente ai fatti e questo grazie anche alla determinazione con la quale Zaia ha sbloccato il cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta, poiché, mi permetto di ricordare che la mia amministrazione ha ottenuto il sottopasso ferroviario di via Piave dopo un confronto con l’allora commissario superstradale, l’ingegner Vernizzi, quale opera compensativa per l’attraversamento del territorio montebellunese da parte della nuova infrastruttura”.

Quindi prosegue: “Avevamo argomentato allora nel 2012-2013 che il nuovo casello di uscita superstradale a Montebelluna finirà sì con l’assorbire flussi veicolari ma anche col generarne di nuovi in accesso alla città e all’area del Montello, in chiave anche turistica. Di lì l’esigenza di eliminare il passaggio a livello di via Piave che troppe volte al giorno blocca il flusso viario nel contesto di Guarda ma che poi, dopo la riapertura delle sbarre, per contraccolpo induce problemi alla viabilità anche nel resto del centro cittadino perché le colonne di auto accumulatesi finiscono in fase successiva con l’ingenerare interferenze e sofferenze viarie nelle altre intersezioni cittadine”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
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