17 ottobre 2021

Treviso

"Un piccolo gesto che salva una vita", San Biagio primo comune veneto a sensibilizzare i cittadini alla donazione di midollo osseo

L’idea della giunta è arrivata dopo il gesto della 21enne Chiara, pronta a donare dopo aver perso la sorella Margherita nel 2017

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

donazione midollo osseo

SAN BIAGIO - Un piccolo ma grande gesto che può salvare altre vite. San Biagio di Callata è il primo comune in Veneto ad aderire al protocollo d’intesa “Un dono in comune” tra Anci Veneto e Admo Veneto per sensibilizzare i giovani cittadini dai 18 ai 35 anni alla donazione del midollo osseo.

L’idea della giunta di promuovere un’azione di sensibilizzazione all’interno del territorio comunale è arrivata dopo la toccante storia di Margherita e della sorella Chiara.

Margherita, è morta quattro anni fa, a soli 18 anni, a causa di un raro sarcoma che non le ha lasciato scampo. In suo onore è stata creata l’associazione "Margherita c'è ancora vita”, che ha lo scopo di aiutare e sostenere le famiglie che si trovano ad affrontare la malattia e un percorso simile a quello che ha affrontato la famiglia di Margherita.

Oggi, a 21 anni compiuti, la sorella di Margherita, Chiara che vive a San Biagio assieme al padre Marco, assessore allo sport del comune, ha deciso di sottoporsi ad un semplice esame del sangue per entrare nel registro dei donatori di midollo osseo per poter salvare altre persone che hanno bisogno di trapianto per continuare a vivere.

Chiara Mion all'ospedale di Oderzo per l'iscrizione nel registro dei donatori

Se la chiameranno perché gemella genetica di qualcuno (esiste una percentuale di compatibilità di 1 a 100 mila) lei è pronta a dare una parte di sé per salvare quella persona. Non lo ha potuto fare per la sorella, perché la sua patologia non dava questa possibilità, oggi vuole farlo per qualcuno che può continuare a sperare. “Provo tanta felicità e speranza di aiutare qualcuno - ha detto Chiara -. In questi attimi prima della donazione ripensavo al percorso della malattia di mia sorella. Il mio desiderio più grande sarebbe stato quello di poterla salvare. Il mio appello ai giovani dai 18 ai 35 anni è quello di donare, perché da un gesto semplicissimo si può salvare una vita.

Toccata dall’esperienza di Margherita, la giunta di San Biagio di Callalta non ha esitato a chiamare subito Admo Veneto e ad organizzare un’azione di sensibilizzazione all’interno del territorio comunale.

“Noi usiamo strumenti social, ma abbiamo approfittato della diffusione del notiziario comunale nel quale raccontiamo capillarmente alle famiglie quello che si fa nel nostro Comune, per allegare questa bella iniziativa, un Dono in Comune, accompagnata da una nostra lettera. E’ lo spirito che ci contraddistingue, siamo presenti per aiutare e sostenere le famiglie”, le parole del sindaco Alberto Cappelletto.

“Noi siamo stati tanto aiutati dalla comunità di San Biagio quando abbiamo vissuto il lutto di nostra figlia - ha aggiunto l’assessore Marco Mion "Ci hanno aiutato a trasformare il dolore in un progetto”.

 


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Isabella Loschi

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