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26 maggio 2022

Treviso

Un Natale di nuovo in solitudine per i poveri a Treviso

L'aumento dei contagi non permette di organizzare pranzi comunitari per i senza fissa dimora ma la Caritas tarvisina assicura il servizio mensa e gli indumenti per l'emergenza freddo

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Nessun cenone di Natale ma mense aperte per i poveri a Treviso

TREVISO - La recrudescenza dei contagi, oltre a far ammalare, sta isolando sempre più persone per via delle quarantene. A patirne ancora di più, come al solito, sono le fasce più deboli: poveri e senza tetto. Per loro sarà un altro Natale da trascorrere in solitudine. Le doverose precauzioni anti-Covid non permettono di organizzare incontri quali pranzi da consumare insieme alla vigilia, nel giorno di Natale o alla fine dell’anno.

Tutto quello che è possibile fare sarà garantito come sempre dalla Caritas diocesana di Treviso. “L’andamento della pandemia purtroppo non ci consente di organizzare troppe cose. Garantiamo, questo sì, il servizio mensa a tutte le persone perché abbiamo visto che i tradizionali pranzi di Natale che varie realtà organizzavano, neanche quest’anno potranno essere promossi. Quindi il pasto caldo alla sera, tutti i giorni, per quaranta, massimo cinquanta persone, scaglionando gli accessi”. Per coloro che soggiornano nella casa della carità era previsto uno scambio di auguri la notte di Natale, oltre alla cena della vigilia e a quella di fine anno: “Vedremo cosa sarà fattibile nel rispetto dei protocolli anti-Covid. Abbiamo invece rinviato il momento con i giovani di servizio”.

Pranzi e cene, ma non solo. Non meno necessari sono ad esempio indumenti caldi per affrontare l’emergenza freddo. “Forniamo come sempre, abbigliamento, guanti, sciarpe e coperte per proteggersi dal freddo”. Un gesto di carità, un dono di Natale che ciascuno può fare.

 



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Roberto Grigoletto

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