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27 gennaio 2022

Vittorio Veneto

Un centro commerciale all’aerocampo?

La giunta punta sull’uscita del traforo in via Carso, ma per Mognol sarà irrealizzabile

| Claudia Borsoi |

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| Claudia Borsoi |

Un centro commerciale all’aerocampo?

VITTORIO VENETO – Taglio al piano opere pubbliche per 850mila euro, innesto del tracciato del traforo in via Carso che potrà dare il là a nuovi ricorsi e destinazione urbanistica delle caserme con molteplici scenari. Se n’è parlato nella IV Commissione Territorio convocata giovedì sera, anticipando tre tematiche che saranno messe ai voti del consiglio comunale di lunedì 30 novembre.

 

Variazione piano opere pubbliche 2015: tagliati quattro interventi. Escono dal piano opere pubbliche 2015 il 1° stralcio dell’ammodernamento del polo sportivo (palasport, piscine e pista d’atletica) per 150mila euro, l’adeguamenti strutturale e la sostituzione degli infissi della scuola primaria Crispi (350mila euro), il completamento di palazzo Todesco con il recupero del mezzanino per 200mila euro e il 1° stralcio di #Vittoriosimuove (recupero dell’ala ovest della stazione ferroviaria con realizzazione di un parcheggio) per 150mila euro.

Il comune ha dovuto rivedere i conti dopo che c’è stato un ricalcolo delle entrate da Imu e Ici delle centrali Enel della Val Lapisina. «Abbiamo scelto di stralciare quelle opere che già non si sarebbero potute realizzare nel 2015 – ha spiegato in commissione l’assessore Alessandro Turchetto -, questo perché un’entrata straordinaria legata all’Ici versata da Enel non c’è più». «Era previsto circa un milione di euro per le casse comunali – ha aggiunto il consigliere Graziano Carnelos (Pd) – ma per effetto di una riclassificazione, una parte dell'Ici Enel va al comune di Farra d’Alpago». Tre opere saranno inserite nel piano 2016, una in quello del 2017.

 

Traforo: lo svincolo su via del Carso divide. Anas ha fatto quattro proposte, l’amministrazione Tonon ha scelto su quale puntare. «L’atto di indirizzo – ha spiegato il consigliere Marco Dus (Pd) – darà mandato al sindaco di verificare la fattibilità di questa alternativa». L'uscita su via Carso è l'alternativa a via Virgilio che convince il sindaco, la giunta, la maggioranza, gli uffici comunali che hanno redatto anche una relazione di 18 pagine a firma degli architetti Wanda Antoniazzi e Maria Cristina Scalet a sostegno la scelta. «L’uscita su via Carso a sud del cimitero avrebbe dovuto oltrepassare in tre punti le acque pubbliche, quella su via Vittorio Emanuele II avrebbe previsto l’abbattimento di una casa e di una attività, oltre a problemi ambientali» le criticità evidenziate da Carnelos.

Dubbi sull’uscita su via Carso a nord del cimitero (in corrispondenza del parcheggio) sono stati invece espressi dal presidente della commissione, Alessandro De Bastiani (Pd): «E’ importante verificare se questa soluzione comporti un passaggio su terreni oggetto già di un contenzioso per il reitero del vincolo (quelli degli espropriandi che hanno vinto al Tar ndr). Avrei voluto chiedere all’architetto Antoniazzi se con l’uscita su via Carso si ripropone il problema (stando ai ricorrenti almeno un terreno è nuovamente interessato ndr), ma senza funzionario in commissione le informazioni sono carenti». Giovedì sera Antoniazzi era impegnata in un’altra commissione, come pure era assente per motivi personali il segretario comunale. Domande queste, ed altre, che non hanno potuto ottenere risposta. Mancanza che è stata fatta pesare anche dal consigliere Gianluca Posocco (Lega Nord), che ha chiesto se questa alternativa potrà comportare una differenza di costi e se il fatto che la statale sbuchi su una strada comunale possa essere valido.

In sala, la commissione era aperta al pubblico, c’era anche l’ex assessore Alessandro Mognol: «La Valutazione di impatto ambientale redatta nel 2004 dalla Provincia boccia ogni uscita su via Carso perché troppo impattante». Dunque per Mognol questa alternativa non avrà esito positivo e non è nemmeno escluso che ci possano essere nuovi ricorsi.

 

Aerocampo a destinazione agricola, produttiva o commerciale? L’altro atto di indirizzo riguarda la destinazione urbanistica per le aree militari in dismissioni. Confermate le destinazioni dello scorso ottobre per i palazzi Doro Altan, Marinotti e Piccin, come pure per le caserme Gotti e Tandura. Novità per l’aerocampo, a suo tempo a destinazione agricola, poi bloccata per manifestazioni di interesse arrivate al sindaco, ma ancora protocollate. «L’aerocampo – si legge nelle proposta di delibera che sarà votata lunedì – necessita di riqualificazione urbanistica ed eventualmente anche ambientale. E’ suscettibile di una varietà di destinazioni d’uso compatibili con il contesto territoriale, essendo collocato in zona urbanizzata, con rete viaria di primaria importanza, in continuità con zone di varia natura (produttive, agricole e commerciali)».

«Non esiste votare un atto così – ha affermato Posocco -, dopo un anno non c’è ancora un’idea chiara su cosa si voglia fare di quest’area». Voto contrario lunedì sera arriverà anche da Partecipare Vittorio perchè, anticipa Matteo Saracino, «Ad oggi la manifestazione di interesse per l'aerocampo ancora non c'è e ricattare con posti di lavoro lo trovo scorretto. Oltre al fatto che la trovo una mossa per accentrare il potere decisionale alla giunta».

«Anch’io ho perplessità su questo punto, dubbi che aumentano con la parola commerciale, non vorrei che un domani… - ha osservato De Bastiani -. Deve essere poi chiaro se l’atto votato lunedì sarà propedeutico o definitivo» ha annotato De Bastiani alla luce di una recente normativa (la legge 164/2014), che potrebbe permettere al Ministero di nominare un commissario per concludere l'iter in tempi celeri.

 

 


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Claudia Borsoi

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