23 ottobre 2021

Treviso

Un centinaio di opere donate ai Musei Civici di Treviso

La donazione di Angela Perraro Coletti al Comune: "Quadri, sculture e oggetti d’arte applicata saranno esposti nella nuova ala del Museo Bailo"

| Isabella Loschi |

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Ippolito Caffi

Ippolito Caffi - Piazzetta San Marco

TREVISO - Quadri e oggetti d’arte donati ai Musei Civici di Treviso. Vi sono opere di Giovanni Barbisan, Luigi Serena, Nando Coletti, Beppe Ciardi, e ancora Arturo Martini e Ippolito Caffi. In totale sono 76 quadri, 15 sculture e altri oggetti d’arte applicata frutto della donazione di Angela, per tutti Lina, Perraro Coletti, venuta a mancare lo scorso 21 febbraio. Figura di spicco nella realtà culturale trevigiana, per anni è stata presidente degli Amici dei Musei e dei Monumenti (delegazione di Treviso) e onorata del titolo di Cavaliere del Lavoro.

 

Già da suo padre Bruno, accorto collezionista di opere di molti artisti trevigiani del primo Novecento e dalla sorella Rosanna aveva ereditato opere fondamentali per Treviso, da Aldo Voltolin a Sante Cancian a Storel. Dai Coletti – Angela era vedova di Fernando, uno dei figli di Luigi, il noto critico d’arte e conservatore del museo civico per molti anni - le erano inoltre pervenuti alcuni pezzi particolari, fra cui il gesso martiniano “Tempi profumati” del 1905 (nella foto). Aveva inoltre personalmente commissionato opere presenti in collezione, fra cui i quattro grandi oli su tela di Storel (Sergio Pravato) per l’appartamento in palazzo Coletti di Borgo Cavalli. Il suo lascito testamentario ai musei civici di Treviso “è in memoria di Bruno, Rosanna e Angela”.

Storel Sergio 

Le opere verranno esposte nell’allestimento della nuova ala del Museo Bailo. “Le donazioni rivestono un ruolo primario nella crescita del patrimonio museale della città, essendo addirittura una delle principali fonti di implementazione”, afferma l’assessore ai Beni Culturali, Lavinia Colonna Preti. “La generosità di tanti donatori merita quindi di essere valorizzata al meglio, ed è per questo motivo che, nell'ambito dell'allestimento della seconda ala del museo Bailo, riserveremo alcuni ambienti alla presentazione delle opere acquisite ogni anno: un modo per ringraziare i nostri donatori ma anche per presentarle ai cittadini”.

 

 



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Isabella Loschi

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