23 aprile 2021

Vittorio Veneto

Un anno di pandemia

Tra smarrimenti, incertezze, preoccupazioni sono trascorsi 12 mesi dal primo lockdown. Come è stato vissuto?

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covid quindicinale

VITTORIO VENETO - E’ passato un anno da quando le nostre vite e le abitudini consolidate sono cambiate. Il 23 febbraio del 2020 sono state chiuse “temporaneamente” le scuole. Lo stop delle lezioni in presenza sarebbe dovuto durare fino all’8 marzo. In quei giorni a dominarci è stato lo stupore, l’incredulità. Perché arrivare a tanto? Certo dalla Cina giungevano notizie allarmanti: 60 milioni di persone in quarantena, per colpa di un virus contagiosissimo. Ma le immagini e testimonianze da Wuhan sembravano così lontane, filtrate dagli schermi delle tivù e dei tablet ci apparivano quasi irreali, e in cuor nostro volevamo credere che fossero gonfiate, diffuse ad arte. Non volevamo vedere. I ragazzi, felici per la prolungata vacanza di Carnevale, affollavano strade e bar.

 

Ma il 9 marzo in Italia è scattato il lockdown. No: non si scherzava più. Non ci trovavamo di fronte a una “semplice” epidemia, ma a qualcosa di molto più grave: l’11 marzo 2020 l’Oms dichiarava lo stato di pandemia.

 

Distanza. E’ passato quasi un anno. La “distanza” è ancora uno dei mezzi indispensabili per evitare il pericolo, tuttora presente, del contagio. Ma la “distanza” non è sufficiente. Nemmeno per scrivere queste righe. Per raccontare ciò che è successo sarebbe necessario distaccarsi ancora di più dagli accadimenti che abbiamo vissuto. E, come sapete, ci vorrà del tempo.

 

Ma qualche riflessione è d’obbligo. A questo punto. Com’è stato vivere un anno di pandemia? Cos’è cambiato in noi, nelle nostre relazioni, nel nostro lavoro? Nel prossimo numero del Quindicinale, le voci di chi ha vissuto la pandemia dalla redazione.

 

Da quest'anno puoi acquistare anche la copia digitale del Quindicinale da sfogliare online.

 

 

 

 


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