23 ottobre 2020

Conegliano

Ulss 2 su anziani soli in ospedale: “Disponibili al confronto a scopo compassionevole nel periodo di fine-vita”

Le regole sono severe per garantire il diffondersi della pandemia ma l’Ulss apre al confronto con le famiglie degli anziani

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Anziana in ospedale

CONEGLIANO – La triste vicenda della famiglia di Vittorio Veneto a cui è permesso far visita alla anziana madre solo 10 minuti al giorno e ad un’unica persona per volta ha destato interesse anche presso le istituzioni. La signora ricoverata a Conegliano, infatti, pur se non positiva al Covid ha una patologia molto seria e non le resta più molto tempo.

I figli, pur consci dell’importanza delle norme hanno quindi chiesto di poter stare accanto alla mamma in questi ultimi giorni, per evitare che muoia da sola, con il dolore di essere stata abbandonata dai suoi cari. Oggi la risposta da parte della Direzione medica dell'ospedale di Conegliano.

"Come noto ormai da diversi mesi e in ottemperanza alla normativa, l'accesso in tutti gli ospedali della Marca è regolamentato da disposizioni di sanità pubblica che mirano a ridurre al minimo i rischi di infezione specialmente nei confronti dei pazienti fragili ricoverati. È in effetti vero che i pazienti ricoverati sono tutti sottoposti a screening mediante tampone nasofaringeo e si suppone che siano tutti negativi nei reparti NON COVID, come sostiene l'utente.

Tuttavia, il rischio di contagio è rappresentato anche dalla presenza di soggetti provenienti dall'esterno che accedono a vario titolo all'ospedale, tenuto conto anche del recente evolversi della situazione epidemiologica locale, che suggerisce la presenza di positivi asintomatici (e quindi non intercettati dai varchi). Per questo motivo a scopo prudenziale gli accessi nei reparti dove sono ospitati pazienti più a rischio di complicanze sono sottoposti a rigido controllo secondo regole ben precise, per tutelare al massimo i pazienti e gli operatori e allo stesso tempo evitare disparità di trattamento tra utenti.

Siamo comunque disponibili ad un confronto per venire incontro alle esigenze per casi particolari, ad esempio a scopo compassionevole nel periodo di fine-vita. Si fa presente che una modalità di accesso è stata garantita, anche se ci rendiamo conto che le attuali limitazioni non consentono ai familiari di trascorrere tutto il tempo che desidererebbero con i propri cari ricoverati".

C’è quindi uno spiraglio per questa famiglia che sta vivendo ore di grande angoscia. “Siamo fiduciosi per la risposta – spiegano – ora ci metteremo in contatto con l’Ulss con la speranza di poter stare accanto a mamma almeno nei suoi ultimi giorni di vita”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttore responsabile

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