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08 dicembre 2022

Castelfranco

Ulivo benedetto e uova pasquali al Reparto di Rianimazione di Treviso

Il dono del Reparto donatori di sangue degli Alpini di Fonte e della Fondazione Opera Monte Grappa

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Don Paolo Magoga e Luca Ferrarese, in un reparto del Cà Foncello

FONTE - Non tutti forse sanno che gli Alpini hanno un reparto che raccoglie e dona il sangue: così ieri, Luca Ferrarese, presidente del Reparto Donatori di Sangue di Fonte e Don Paolo Magoga, presidente Fondazione Opera Monte Grappa, hanno fatto una visita agli operatori di Terapia intensiva dell'Ospedale Cà Foncello, donando 70 uova pasquali e l'ulivo benedetto, a nome del Reparto. Commossi operatori, pazienti e gli stessi donatori "Un piccolo gesto per dire il nostro grazie" sottolinea Ferrarese.

«Il nostro essere donatori di sangue ci vede impegnati in azioni concrete e umili" continua Ferrarese "Quello che facciamo, viene fatto con il cuore. Anche oggi abbiamo avuto la possibilità di ammirare il grande lavoro di tutto il personale verso questi pazienti: sono ammirevoli nel loro essere vicini alla sofferenza.»

Una sorta di seconda parrocchia per Don Paolo, che passa spesso nel reparto a benedire, uno per uno, operatori e pazienti, fermandosi, quando si può, a chiacchiarere: uno di famiglia, che ha adottato i pazienti della rianimazione covid e il personale, ma che è stato anche adottato dalla "Famiglia di rianimazione.".

Gesti concreti, in un luogo in cui si è immersi "anima e corpo" nel grande mistero umano della morte, in cui gli operatori si fanno carico del dolore altrui ogni giorno, "come il Cireneo che aiuta Gesù."

Ogni giorno, qui vengono accolte persone in croce, crocifissi dalla malattia, da un incidente stradale o altro" racconta Don Paolo "attenzione e cura vanno non a se stessi, ma al figlio, alla creatura fragile e sofferente: impossibile non pensare alla Vergine e al racconto della Pasqua. Che emozione anche per noi, vedere la caposala, per prima cosa, scartare e leggere il bigliettino che avevamo accompagnava l'uovo".

Il messaggio pasquale sembra ben calzare nel reparto di rianimazione e, più in generale, in un ospedale: "Qui ho anche visto volti sorridere perché “ce l’abbiamo fatta”, perché “domani torni a casa”, perché “i valori sono tornati stabili”, perché la vita ha vinto, è uscita dal tunnel, ha lasciato il sepolcro." Non esita a sottolineare Don Paolo, ripercorrendo la lettura pasquale. Quella battaglia, dove vita e morte si affrontano in un prodigioso duello, dove tutti combattono perché tu possa portare a casa la pelle, si colora di un significato davvero pasquale." Un grazie di cuore Agli alpini e al Reparto Donatori" conclude il sacerdote, ricordando il sostegno che l'associazione è riuscita a dare a molte attività del paese, come le scuole, anche in tempo di covid, grazie all'autofinanziamento e alla donazione di uova (anche di 5 chili, n.d.r.) per le lotterie.

 


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Maria Elena Tonin

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